Rossi E-Cat – Fusione Fredda e LENR

Andrea Rossi eCat = Low Energy Nuclear Reaction

E-Cat QuarkX: Andrea Rossi anticipa maggiori dettagli sul suo funzionamento

Sempre piu’ rare sono ormai le apparizioni in pubblico di Andrea Rossi, cosi’ come le sue interviste ufficiali. Complice anche la delicata controversia in corso contro la Industrial Heat di Tom Darden, le dichiarazioni pubbliche del nostro inventore riguardanti il suo lavoro sono ormai prevalentemente affidate alle pagine del suo blog sul Journal of Nuclear Physics, dove quasi quotidianamente Rossi risponde alle domande di quanti lo seguono.

E-Cat: sara’ la Leonardo Corporation a commercializzarlo in Europa?

Il futuro sembra sorridere ad Andrea Rossi, che dopo aver ottenuto negli USA il brevetto della sua tecnologia E-Cat sembra visibilmente soddisfatto. Proprio come nella foto che pubblichiamo, che Rossi in persona ha inviato a Frank Acland di E-cat World.

Ovviamente ora e’ tanta la curiosita’ intorno alla commercializzazione del reattore (fermo restando che gli esiti dei test sul lungo periodo attualmente in corso sull’impianto da 1 MW siano positivi) e sul blog di Rossi sul Journal of Nuclear Physics fioccano le domande. Rispondendo ai suoi lettori, Rossi afferma che la Leonardo Corp sta preparando un’azione molto forte e importante in Europa per quanto riguarda la produzione e la vendita della E-Cat.

E-Cat: il volume dei reattori e’ stato ridotto

Dopo un 2014 costellato da tante novita’ che denotano un crescente interesse verso la fusione fredda e le LENR, ma da nessuna vera e propria rivoluzione, ci auguriamo che il 2015 sia finalmente l’anno della svolta in campo energetico.
Ma quali sono stati i principali fatti salienti dello scorso anno?
Eccone alcuni:
1. l’azienda americana Cherokee ha acquistato i diritti sull’E-Cat di Andrea Rossi per 11 milioni di dollari, e ha costituito a tal fine la Industrial Heat LLC (che come ormai sappiamo e’ il partner americano di Rossi).
2. Un secondo report, il Lugano Report, e’ stato stilato da terze parti indipendenti dopo un lungo periodo di test sull’E-Cat di Andrea Rossi. L’esito di questa seconda relazione e’ stato decisamente positivo. Dal contenuto del documento si evince che il dispositivo creato da Rossi genera energia da calore e produce piu’ energia di quanta ne immetta. Inoltre nel report si afferma che l’E-Cat e’ un dispositivo nucleare.
3. Continuano gli esperimenti del Martin Fleischman Memorial Project che sembrano avvalorare la teoria che il dispositivo ideato da Francesco Celani puo’ ottenere reazioni nucleari.
4. Sembra che anche Bill Gates si stia attivamente interessando alla ricerca sulle LENR. Molto clamore ha destato la sua visita in novembre presso i laboratori di Frascati dell’ENEA.
5. Alexander G. Parkhomov, un fisico russo, sostiene di essere riuscito a replicare l’E-Cat e di aver prodotto del vapore.
Oltre a cio’ diverse sono state le Conferenze sul tema energetico, e tante altre sono in programma per questo nuovo anno.
Al momento, per aprire il 2015, le novita’ piu’ rilevanti sembrano giungere dal blog di Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics. Grazie infatti ad uno scambio di post con Frank Acland emergono alcuni nuovi dettagli sulla predisposizione dell’ormai famoso impianto da 1MW per il cliente della Industrial Heat.
Rossi infatti ha affermato di aver ridotto il volume dei reattori di circa 11/10KW (in novembre il volume era di mezzo metro cubo, 55 litri di volume, con una densita’ di 2kw per litro). E in merito Rossi afferma che i volumi potrebbero essere ulteriormente ridotti.
Ma alla domanda di Acland se sia soddisfatto dell’attuale funzionamento dell’impianto, Rossi replica che non puo’ fornire tali informazioni, ma che puo’ affermare di essere ottimista sul comportamento dell’impianto lungo la prova di un anno e che nulla e’ ancora successo da renderlo pessimista.

Hot-Cat: dove sono ora i reattori utilizzati per il Lugano report

Tanti dettagli ancora ci sfuggono sulle modalita’ di svolgimento dell’ormai famoso test che l’ITP (Indipendent Third Party) ha svolto sull’Hot-Cat.
Uno di questi ha particolarmente incuriosito un assiduo lettore del blog che Andrea Rossi tiene costantemente aggiornato sul Journal of Nuclear Physics, che quindi chiede se i reattori utilizzati per il test siano stati restituiti ai loro ideatori.
La risposta e’ positiva.  Rossi infatti conferma che l’Hot-Cat consegnato ai Professori dell’ITP e’ stato restituito il giorno dopo il suo spegnimento. I Professori, racconta Rossi, erano in possesso di un solo reattore, perche’ gli altri due di riserva che erano stati portati a Lugano in caso di guasti non sono mai stati consegnati poiche’ non si e’ rotto nulla nel corso dei test.
Soddisfatta anche questa curiosita’, notiamo che la questione degli attuali rapporti con i licenziatari continua ad essere trattata su altri siti, ma Rossi non ha piu’ aggiunto nulla a quanto aveva affermato la scorsa settimana.
Oltre alla replica di Prometeon, E-Cat World ospita anche un post di Mats Lewan, a cui era stato chiesto se fosse al corrente della situazione della Hydro Fusion (licenziataria svedese dell’E-Cat).
Lewan scrive che i rapporti tra la Hydro Fusion e Rossi sembrano essere ancora tranquilli e che la societa’ e’ tuttora licenziataria del prodotto, anche se al momento non sembrano esserci movimenti particolari. E’ probabile, ipotizza Lewan, che nuovi sviluppi ci saranno una volta che l’impianto da 1MW che si sta producendo per il cliente della Industrial Heat entrera’ in funzione.
Per quanto riguarda invece l’offerta di riacquisto della licenza, Lewan dice che all’inizio del 2014 ha chiesto a molti licenziatari informazioni in merito. Uno di loro ha confermato che gli era stata offerta in restituzione la quota investita piu’ il 10%, cosa confermata da Rossi, e che la maggior parte dei licenziatari all’epoca aveva rifiutato questa proposta.
Altri licenziatari invece confermano di averla accettata.
Lewan in quel periodo chiese a Rossi se l’offerta fosse stata inviata anche alla Ampenergo e alla Hydrofusion, e Rossi ha risposto che era stata inviata a tutti i licenziatari.

E-Cat: la parola alla Prometeon

I lettori del blog di Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics (e anche del nostro!) avranno notato nei giorni scorsi quanto dichiarato da Rossi in merito ai suoi rapporti commerciali e di collaborazione con i licenziatari dell’E-Cat.
Ebbene, ieri E-Cat World ha pubblicato un lungo post firmato direttamente da Aldo Proia e Guido Parchi della Prometeon Srl, licenziataria storica dell’E-Cat.
Il testo e’ una seria e puntuale rettifica fatta da Proia a quanto affermato da Rossi.
Prima di tutto veniamo a sapere che il quesito rivolto da Daniele Passerini (blogger del sito 22 Passi) a Rossi riguardante la cancellazione dei siti di alcuni licenziatari, si riferiva specificamente alla Prometeon Srl, a cui la richiesta era stata inviata per conoscenza.
Quindi, proseguono dalla Prometeon, quanto affermato da Rossi che ai licenziatari commerciali e’ stato offerto il riacquisto della licenza ad un prezzo superiore e’ solo parte della verita’, e alcuni dettagli importanti son stati omessi.
L’offerta di riacquistare le licenze e’ stata proposta da Rossi e dalla E.F.A. Srl, societa’ controllata dal partner di Rossi che possiede la licenza esclusiva di distribuzione in Europa, pochi mesi prima che accadessero alcuni fatti importanti.
La licenza di un proprietario di un paese europeo (non nominato per rispetto della privacy), e’ stata cancellata dall’EFA. Quindi il licenziatario minaccio’ di adire alle vie legali, inducendo gli altri licenziatari a porsi dei seri dubbi sui comportamenti e sulle intenzioni dei loro partner commerciali (Rossi/EFA).
Infatti i licenziatari, che dopo piu’ di un anno e mezzo dalla firma degli accordi stavano ancora aspettando di vedere l’impianto E-Cat da 1MW in funzione, non volevano rischiare di rimetterci la reputazione offrendo il prodotto ai clienti.
Il rapporto di fiducia si era quindi incrinato, e dopo quanto successo al licenziatario di cui sopra anche altri cominciarono a parlare di procedere alle vie legali contro la EFA e la Leonardo Corporation.
A questo punto, nella primavera del 2014, venne proposto all’EFA di vendere un E-Cat poiche’ si erano create le condizioni favorevoli con un cliente in Italia. Nessuno, ne’ Rossi ne’ l’EFA ha mai dato risposta, cosi’ come non son state evase altre richieste poste dalla Prometeon nel 2013.
Per farla breve, dopo questi rapporti non piu’ idilliaci ma con una lunga serie di ordini da parte di potenziali clienti all’attivo, nel dicembre 2013 la Prometeon riceve una lettera formale dall’EFA con cui si annullava l’accordo poiche’ “non si erano ottenuti ordini sufficienti come da contratto“.
Non riuscendo a trovare una soluzione amichevole a questa situazione estremamente spiacevole, alla fine la Prometeon ha rinunciato e ha accettato la proposta di riacquisto della licenza, anche perche’ a questo punto non piu’ intenzionata ad avere rapporti con certi ‘partners’.
Inoltre Proia contraddice Rossi anche sulla cifra proposta per il riacquisto, aggiungendo pure che e’ ridicolo anche sostenere che i rapporti con i licenziatari siano rimasti amichevoli e di collaborazione.
L’unico vero merito che a questo punto Proia e Parchi riconoscono a Rossi e’ di aver ricreato interesse intorno alle LENR, energia pulita ed economica che grazie a Rossi ha iniziato ad ottenere l’interesse che si merita.
Cosa pensare dopo quanto affermato da Proia? Vedremo se Andrea Rossi replichera’ dalle pagine del suo blog.

E-Cat: chi ha prodotto il reattore usato per il Lugano Report?

Dopo diverse settimane dalla pubblicazione del Lugano Report (la relazione che l’Indipendent Third Party ha svolto sul funzionamento dell’E-Cat), la curiosita’ da parte di chi segue le imprese di Andrea Rossi e’ piu’ viva che mai.
Infatti son tanti gli interrogativi che continuiamo a porci in merito a questo report, e sulle pagine del suo blog sul Journal of Nuclear Physics spesso possiamo trovare qualche risposta.
Ad esempio ieri Frank Acland di E-Cat World ha chiesto a Rossi:
1. chi ha preparato il reattore usato nel Lugano report;
2. chi ha predisposto il preparato in polvere usato nel reattore;
3. se e quale ruolo Rossi ha svolto nella preparazione di quanto sopra menzionato.
Rossi e’ stato abbastanza esaustivo nella sua risposta, e ci ha cosi’ fatto sapere che:
1. il reattore usato nel test e’ stato prodotto nello stabilimento della Industrial Heat a Raleigh, nel North Carolina.
2. Anche il preparato, come tutti i preparati ora, e’ stato fatto dalla Industrial Heat, utilizzando il know how e le istruzioni fornite da Rossi stesso.
3. Rossi sostiene di non aver ricoperto nessun ruolo nella preparazione del reattore e della sua carica, perche’ si fida del suo splendido Team. Ora, prosegue Rossi, il Team della IH e’ in grado di produrre tutto senza il suo aiuto. Ad esempio anche l’impianto da 1MW pr il cliente della IH e’ stato predisposto completamente senza il suo intervento. Il reattore usato nel Lugano report, dice Rossi, e’ solo uno dei tanti prodotti nello stabilimento della IH dai suoi lavoratori, diretti dai loro ingegneri. Io, continua Rossi, ho passato la maggior parte del mio tempo facendo esperimenti nel mio laboratorio. Abbiamo tutti dei compiti ben precisi, specifica Rossi: loro devono guadagnar soldi, io devo spenderli (dice ironizzando). Le cariche dei reattori vengono fatte da personale di livello molto alto che ne hanno accesso.
Ma oltre agli aspetti piu’ tecnici, tanti di noi hanno notato la scarsa (quasi inesistente) copertura mediatica che ha fatto seguito alla pubblicazione di questo secondo report, e sempre sul blog di Rossi un lettore gli chiede esplicitamente come mai e cosa ne pensa. Rossi risponde che da parte loro hanno ritenuto fosse prematuro convocare conferenze stampa. Infatti secondo Rossi e’ necessario assistere al funzionamento dell’impianto da 1MW per un periodo sufficientemente lungo prima di diffondere comunicati.  Per lo stesso motivo, afferma poi Rossi, fin qui le pubblicazioni inerenti al lavoro suo e del suo team si possono reperire solo su contesti scientifici e tecnologici.
Notiamo pero’ che, nonostante i controversi rapporti che sono intercorsi in passato tra Andrea Rossi e l’Universita’ di Bologna, anche sulla libreria digitale dell’Ateneo (AMS Acta Digital Library) e’ stato pubblicato il Lugano Report.

Accademia E-Cat in arrivo?

Dopo l’ufficializzazione dell’apertura al mercato cinese da parte della Leonardo Corporation di Andrea Rossi e del suo partner americano, l’Industrial Heat, sta crescendo l’interesse sulle modalita’ e la tempistica dei rapporti commerciali che ne conseguiranno.
E’ di ieri un post di Hank Mills pubblicato sul blog di Rossi sul Journal of Nuclear Physics in cui vengono poste alcune domande piuttosto dirette in merito. Ad esempio Mills chiede (e penso ce lo stiamo chiedendo in tanti):
1. Se siano gia’ presenti dei reattori E-Cat in Cina;
2. se, in veste di Chief Scientist, Rossi in persona scegliera’ le persone da mettere a capo del progetto cinese;
3. da dove arrivano i fondi che finanzieranno questo progetto;
4. se e’ stata presa in considerazione l’idea di aprire una sorta di accademia E-Cat per quando l’E-Cat fara’ la sua entrata nel mercato, in modo da avere del personale certificato da impiegare nella produzione, mantenzione, revisione ecc.
Queste le risposte di Rossi a questi interessanti quesiti:
1. no;
2. no;
3. non sono coinvolto in questo;
4. stiamo valutando come preparare degli operatori certificati: si tratta di una questione importante.
Supponiamo che se questa ipotesi dovesse concretizzarsi tantissime persone sarebbero interessate a partecipare, anche solo per curiosita’. E’ da notare nel frattempo l’ormai completo distacco di Rossi dall’aspetto commerciale della sua invenzione.

Andrea Rossi: il prossimo impianto da 1MW aprira’ l’era commerciale

Il mistero che ancora avvolge Andrea Rossi e il suo lavoro sembra sempre vicino all’essere svelato, e in verita’, seppur con piccoli tasselli alla volta, qualche idea (vaga, e basata sulla fiducia verso Rossi perche’ ancora non disponiamo di prove concrete) su come evolvera’ l’applicazione dell’E-Cat stiamo cominciando a farcela.
Inoltre la passione e la curiosita’ sull’argomento non sembrano assolutamente scemare, nonostante la reticenza di Rossi.
Sul sempre aggiornatissimo blog che Rossi tiene sul Journal of Nuclear Physycs si susseguono le domande inerenti il nuovo impianto da 1MW e la pubblicazione del prossimo report redatto da terze parti indipendenti dopo lunghi test sull’E-Cat.
Come ben sapete Rossi si trincera spesso dietro il segreto professionale ed e’ piuttosto avaro nel concedere informazioni rilevanti, e ultimamente da’ quasi la sensazione di essere infastidito dalla ripetizione di alcune domande.
A volte invece il nostro ingegnere trae spunto dai messaggi dei suoi lettori per fornirci qualche dettaglio e far trapelare anche l’orgoglio per il lavoro che lui e il suo team stanno svolgendo.
Poche ore fa, ad esempio, una lettrice stuzzica Rossi dicendo che se, come ha letto, la fase sperimentale e’ finita e i dati analizzati verranno pubblicati su una rivista scientifica accreditata, ha ragione di credere che se i risultati saranno positivi potra’ accendere la tele e attendere che i media diano il sensazionale annuncio. Poi, continua la lettrice, se l’impianto da 1MW dovesse funzionare anche solo per pochi giorni, sarebbe un disastro commerciale ma un successo dal punto di vista scientifico.
Non si e’ fatta attendere la risposta di Rossi, che afferma che sara’ estremamente importante che l’impianto da 1MW sia stabile per almeno un anno senza dare grossi problemi, poiche’ si punta all’effettiva applicazione industriale del cosiddetto Rossi Effect, non l’ennesimo test. Il prossimo impianto da 1MW, prosegue Rossi, ha il compito preciso di aprire l’era dell’utilizzazione industriale del Rossi Effect, con valutazioni fornite non da esperimenti ma da clienti soddisfatti che fan soldi con i suoi impianti. Ovviamente, dice Rossi, i lavori di R&D andranno avanti all’infinito, ma il prossimo impianto aprira’ l’era commerciale dove la discussione non sara’ piu’ sul funzionamento o meno del Rossi Effect  ma sulla sua evoluzione e le sue applicazioni.
In aggiunta a cio’, rispondendo ad un altro lettore Rossi ci informa che a tempo debito verranno pubblicate fotografie dell’impianto in funzione. Questo nuovo impianto ha notevoli differenze rispetto al prototipo originale ma, dice Rossi, si continuano ad utilizzare gli stessi container esterni, anche se piu’ compatti, per agevolarne il trasporto.

Defkalion: confermata la collaborazione con la Phonon Energy

La notizia diffusa nei giorni scorsi secondo cui la Phonon Energy starebbe entrando in possesso delle licenze della Defkalion sembra aver destato parecchio interesse e curiosita’.
Dopo aver sentito la versione della Phonon Energy, ora e’ la Defkalion a prendere la parola, ed ecco cosa dice rispondendo ad un lettore di E-Cat World che li ha contattati, e che ha gentilmente reso noto la risposta ricevuta dalla societa’ greca che ora risiede a Vancouver.
Il lettore, Len Fusioneer, ha scritto alla Defkalion dicendo di essere un ricercatore nel campo delle LENR interessato ad avere notizie in merito ad una possibile connessione tra la Defkalion e la Phonon. Fusioneer, che vive a Vancouver, nel suo messaggio dice che vorrebbe entrare in contatto con le due societa’, ma che il numero telefonico della Defkalion di Vancouver risulta scollegato. Quindi Fusioneer chiede se la Defkalion abbia lasciato il Canada (se non si sia addirittura sciolta).
Ecco cosa risponde la Defkalion:

Fusione Fredda: la Phonon Energy collabora con la Seattle University (e acquista le licenze della Defkalion)

Dei nuovi protagonisti si stanno affacciando nel campo della ricerca sulla fusione fredda/LENR, e anche questa volta sono collocati negli Stati Uniti.
Parliamo oggi della Phonon Energy, un nuovo gruppo di cui David Daggett e’ il CEO. Tra i piani aziendali e’ prevista anche la collaborazione con la Seattle University proprio nel campo della ricerca energetica, con l’intento di sviluppare un prototipo di boiler.
A dire il vero c’e’ gia’ un piccolo mistero che avvolge questa collaborazione, e riguarda un video postato su YouTube ed ora rimosso in cui Dagget presentava la sua organizzazione e le sue finalita’.
Nel video, oltre a Daggett, era possibile vedere anche l’intervento di Teodora Shuman, Capo del Dipartimento di Mechanical Engineering della Seattle University la quale spiegava l’interesse dell’istituto nel campo cold fusion/LENR.
Daggett nel filmato annuncia che la Phonon Energy partira’ rimuovendo un bruciatore da un boiler commerciale e lo sostituira’ con una fonte di calore LENR. E qui entrerebbe in gioco la collaborazione con l’Universita’, i cui studenti dovrebbero aiutare nel processo di R&D.
Il sito dell’azienda e’ ancora in costruzione, ma sono gia’ consultabili alcune pagine interessanti quale la Investor Relations che ci fornisce alcune informazioni utili. Ad esempio c’e’ un punto in cui si dice che potrebbe costituirsi successivamente una spin off company per sfruttare il nuovo know-how e progettare nuove applicazioni, e anche acquistare i diritti di licenza dalla Defkalion.
Sembra dunque che la concorrente per eccellenza di Andrea Rossi e dell’E-Cat stia per affrontare nuovi capovolgimenti.
Ma la cosa piu’ rilevante e’ che si conferma un interesse sempre crescente verso le energie alternative, a cui numerosi professionisti accreditati hanno deciso di dedicare energie e risorse. Superfluo aggiungere quanto cio’ sia importante per il nostro futuro.