Rossi E-Cat – Fusione Fredda e LENR

Andrea Rossi eCat = Low Energy Nuclear Reaction

Fusione Fredda: The 15th Meeting of Japan CF-Research Society

Nonostante qualcosa sia cambiato in meglio dai tempi dell’annuncio di Fleischmann e Pons, la strada della ricerca sulla fusione fredda (cold fusion) e’ ancora tutta in salita.
La sua fattibilita’ non e’ ancora accettata dalla scienza tradizionale e la ricerca nel campo incontra ancora molti ostacoli.
La copertura mediatica e’ ancora pressoche’ inesistente, se non addirittura dannosa o erronea.
Ad esempio, come cita un lettore di E-Cat World, persino la BBC e’ approssimativa al riguardo. Proprio oggi se ne e’ avuta una dimostrazione nell’ambito di un programma radiofonico dal titolo ‘In Our Time‘, che ha dedicato l’odierna puntata alla ‘fusion power‘. Tre sedicenti esperti hanno ampiamente parlato della ‘hot fusion‘, per arrancare poi quando il conduttore Melvyn Bragg ha chiesto notizie sulla ‘cold fusion’. La domanda ha spiazzato palesemente i tre esperti, che dopo qualche esitazione e frasi stentate hanno tirato fuori …  ’Fleischmann and Ponzi’ !
Per non parlare del silenzio quasi assoluto che e’ seguito alla pubblicazione del secondo report redatto sull’E-Cat di Andrea Rossi.
Di ben altro avviso e’ il Giappone che, nonostante faccia un grande uso di energia nucleare, investe anche nella ricerca sulla fusione fredda.
Prova ne e’ questo quindicesimo Meeting della Japan Cold Fusion Research Society, che si terra’ a Sapporo il 1 e 2 novembre prossimi.
Durante questo evento ogni relatore avra’ 20 minuti per esporre la propria relazione.
Chi fosse interessato puo’ scaricare l’abstract da questo link:
http://jcfrs.org/JCF15/jcf15-abstracts.pdf
Tra i relatori Y. Iwamura della Mitsubishi H. I. e C. Nishimura (National Institute for Materials Science).

Nel futuro dell’E-Cat non ci sono altri test

Quali sviluppi ci saranno per l’E-Cat dopo la pubblicazione del Lugano Report?
Penso siano in tanti a chiederselo, e Frank Acland di E-Cat World lo chiede a Rossi in persona dalle pagine del blog che lui stesso tiene sul Journal of Nuclear Physics.
Acland trae spunto proprio dalle righe finali del Report, in cui gli autori concludono che i risultati son troppo evidenti per non essere seguiti nei particolari. Inoltre, sostengono i Professori, se ulteriori test confermeranno la sua veridicita’, l’E-Cat ha un grande potenziale per diventare un’importante fonte energetica. Quindi suggeriscono ulteriori indagini, in particolare quella per la conoscenza dei parametri che influenzano il funzionamento dell’E-Cat.
Sulla base di queste affermazioni Acland chiede a Rossi se gli autori potranno quindi continuare i loro studi sull’E-Cat in futuro o se, come Rossi aveva accennato, questo test e’ stato l’ultimo.
Molto decisa la risposta di Rossi.
I Professori dell’ITP (Indipendent Third Party), afferma Rossi, sono un gruppo indipendente dal suo. Ora, prosegue, noi della Industrial Heat siamo concentrati sull’impianto industriale e la relativa R&D.
Il nostro Team, dice Rossi, deve assicurarsi che le prestazioni dell’impianto da 1MW rispettino il contratto che la IH ha stipulato con il suo Cliente. Al momento non c’e’ spazio per altro.
Penso, continua Rossi, che per noi il tempo dei test si sia concluso, perche’ d’ora in poi il Cliente costituira’ la terza parte i cui criteri di validazione si baseranno sostanzialmente su quanti soldi fara’ con l’impianto, ossia quanti soldi risparmieranno producendo calore con l’E-Cat. La cosa a cui e’ fondamentalmente interessato il Cliente e’ che l’impianto non emetta alcun tipo di inquinamento. Questo e’ tutto dice Rossi: fare soldi, non inquinare. I numeri saranno solo numeri, niente commenti.
Pensiamo che queste siano dichiarazioni piuttosto affidabili dal momento che Rossi parla anche a nome della Industrial Heat.
Sembra quindi che in futuro non dovremo piu’ restare col fiato sospeso in attesa di nuove pubblicazioni sull’E-Cat.

Andrea Rossi: l’impianto da 1MW e’ simile a quello testato nell’ottobre 2012

Andrea Rossi ha sempre sostenuto di lavorare tantissimo, e molto probabilmente in questo periodo gli impegni si saranno fatti piu’ pressanti.
Dopo la pubblicazione (e l’esito positivo) del nuovo report redatto da terze parti indipendenti (chiamato ‘Lugano Report’) gli occhi di critici e non sono nuovamente puntati su di lui. Che nel frattempo si e’ assunto una grande responsabilita’ cercando di portare avanti un’impresa molto importante sia per il suo futuro imprenditoriale che per la sua credibilita’.
Avrete gia’ immaginato che ci stiamo riferendo all’impianto da 1MW che Rossi e il suo team stanno installando presso gli stabilimenti di un cliente.
E a chi come Frank Acland gli chiede se l’esito del report sull’E-Cat ha rubato del tempo ai lavori in corso per la predisposizione dell’impianto, Rossi risponde che tutto il suo tempo continua ad essere dedicato a questa impresa, compreso il lavoro di R&D ad essa correlato.
Rispondendo ad Acland Rossi si sbilancia, e definisce l’impianto ‘a magnificence‘, pur ammettendo che si son presentati molti problemi da risolvere e probabilmente altri ne sorgeranno.
Rossi poi afferma che oltre all’impianto, sta lavorando con dei fisici nucleari su una teoria che potrebbe spiegare i risultati del report, e si dice fiducioso che saranno in grado di far riconciliare tutto nel pieno rispetto degli Standards Model.
Rossi poi rivolge un pensiero al suo Team, con cui, dice, sta condividendo tutti questi sforzi. In particolar modo si rivolge agli ingegneri elettronici che stanno realizzando un capolavoro per armonizzare un’orchestra di 103 E-Cats con un sistema di controllo composto da circa 100 computer.
Rossi sostiene che questo splendido Team stia scrivendo una pagina di storia, e che ognuno di loro sta lavorando al massimo delle proprie capacita’.
Dalle foto pubblicate dopo l’uscita del Lugano Report si notano differenze tra il nuovo reattore e quello che avevamo visto in passato. Cosi’ un altro lettore chiede a Rossi quale delle due versioni si stia installando presso il cliente. E Rossi risponde brevemente, asserendo che quanto si sta installando e’ simile a quello testato nell’ottobre del 2012.

E-Cat: gia’ pronte alcune modifiche al nuovo report

Come ci aspettavamo, l’uscita del nuovo report sull’E-Cat redatto da terze parti indipendenti  sta facendo parecchio parlare gli addetti ai lavori e non.
Prima di tutto, nonostante l’esito dei test condotti dal team di scienziati sia stato positivoAndrea Rossi non si e’ potuto sedere sugli allori. Infatti  si e’ dovuto pensare immediatamente a dare una collocazione ufficiale e definitiva alla pubblicazione, che ora risiedera’ permanentemente sul sito della Elforsk:
http://www.elforsk.se/LENR-matrapport-publicerad
Collegandosi a questa pagina sara’ possibile vedere in tempo reale le modifiche e gli aggiornamenti che i Professori apporteranno nel tempo alla loro relazione. E alcune modifiche, seppur piccole, son gia’ state apportate.
Questo gruppo svedese conferma dunque un grande interesse verso l’invenzione di Rossi, in linea con quanto affermato dal proprio CEO Magnus Oloffsson subito dopo l’uscita della pubblicazione sul sito sifferkoll.
Sembra intanto che il successo di questi ultimi esperimenti stia convincendo anche qualche E-Cat scettico.
Questa settimana infatti PESN ha pubblicato un articolo in cui si racconta come il Dr. Brian Ahern, noto scienziato e ricercatore LENR, abbia cambiato idea in merito all’E-Cat, affermando che ora, dopo aver consultato anche altri esperti, i suoi dubbi son stati chiariti e ritiene che i risultati ottenuti siano accurati.
E Andrea Rossi, che stima il Dr Ahern, ne e’ ovviamente felice.

E-Cat: finalmente pubblicato il nuovo report!

Finalmente, dopo mesi di attesa, vede la luce il secondo report che terze parti indipendenti hanno redatto sull’E-Cat.
E per rispettare la tradizione, anche questo avvenimento, come ogni altro nella carriera di Andrea Rossi, ha dato luogo ad un colpo di scena.
Dopo aver atteso per settimane di conoscere il nome della rivista peer reviewed che lo avrebbe reso di pubblico dominio, alla fine alla sua prima pubblicazione ha provveduto un sito svedese (sembra che sia stata una vera e propria fuga di notizie).
Il sito in questione e’  www.sifferkoll.se, e ha inserito la relazione in un post il cui titolo e’ gia’ tutto un programma: “arXiv.org censuring the 2nd ITPR of Rossis E-cat” (la censura di arXiv.org sul secondo indipendent third party report sull’E-Cat di Rossi). Infatti, secondo il sito svedese, sembra che la rivista arXiv.org stia prolungando per motivi imprecisati l’attesa della pubblicazione di questo secondo test che terze parti indipendenti hanno svolto sull’E-Cat, e cio’ secondo loro puo’ essere interpretato solo come censura.
Il report mostra un innegabile COP 3,2-3,6 nel corso di 32 giorni di misura e modifiche isotopiche sostanziali in Nichel e Litio.
Per questo motivo il sito Sifferkoll.se ha quindi deciso di pubblicarlo e renderlo scaricabile da questo link:
http://www.sifferkoll.se/sifferkoll/wp-content/uploads/2014/10/LuganoReportSubmit.pdf
Questa nuova relazione, composta da 53 pagine, e’ stata redatta dagli stessi Professori che si sono occupati della predisposizione del primo report apparso nel maggio del 2013. Unico assente Torbjörn Hartman.
Ecco dunque i nomi di questo ormai famosissimo Indipendent Third Party:
Giuseppe Levi (Università di Bologna)
Evelyn Foschi (Bologna)
Bo Höistad (UppsalaUniversity)
Roland Pettersson (UppsalaUniversity)
Lars Tegnér (UppsalaUniversity)
Hanno Essén (Royal Institute of Technology di Stoccolma).
Interessante anche il nuovo aspetto del reattore (v. foto).
Andrea Rossi non ha al momento rilasciato dichiarazioni in merito a quanto e’ successo, ma dalle pagine del suo blog sul Journal of Nuclear Physics si e’ limitato a fornire il link per accedere al report.
Ora teniamoci forte, e prepariamoci a tutto il trambusto che solitamente accompagna le vicende legate all’E-Cat.

E-Cat: voci o sussurri?

Si fanno sempre piu’ insistenti le voci secondo cui agli inizi di ottobre verra’ finalmente pubblicato il report che terze parti indipendenti hanno preparato sull’E-Cat di Andrea Rossi.
La notizia non e’ confermata, ovviamente, ma in rete ormai tanti ne parlano. Anche E-Cat World, blog molto accreditato sull’argomento, ha pubblicato nelle scorse ore un paio di post in favore di questa teoria, basandosi su fonti attendibili.
Sembra inoltre che questo tanto atteso articolo contenente i risultati dei test annunci buone notizie: infatti gli esiti sembrano essere positivi al 100%.
Sara’ vero? Ovviamente ci auguriamo tutti di si.
Dal canto suo Andrea Rossi non lascia trapelare nulla. E ai lettori del suo blog sul Journal of Nuclear Physics che gli chiedono se queste dicerie siano vere risponde ironicamente, chiedendo che tipo di voci girino. Se cio’ che si sente e’ il rumore di una Harley Davidson o il suono fatto dai muratori mentre rifanno la facciata di un edificio. E, aggiunge Rossi, se invece di voci fossero sussurri? In ogni caso, Rossi afferma di non sapere quale sia l’esito del report e neppure la data della sua pubblicazione. Quindi, prosegue, non sapendolo lui e’ probabile che questi ‘rumorist’ stiano solo facendo andare liberamente la lingua (lui per la precisione dice che stanno utilizzando le loro lingue come eliche per spostare onde acustiche).
Quale sara’ la versione giusta?

Accademia E-Cat in arrivo?

Dopo l’ufficializzazione dell’apertura al mercato cinese da parte della Leonardo Corporation di Andrea Rossi e del suo partner americano, l’Industrial Heat, sta crescendo l’interesse sulle modalita’ e la tempistica dei rapporti commerciali che ne conseguiranno.
E’ di ieri un post di Hank Mills pubblicato sul blog di Rossi sul Journal of Nuclear Physics in cui vengono poste alcune domande piuttosto dirette in merito. Ad esempio Mills chiede (e penso ce lo stiamo chiedendo in tanti):
1. Se siano gia’ presenti dei reattori E-Cat in Cina;
2. se, in veste di Chief Scientist, Rossi in persona scegliera’ le persone da mettere a capo del progetto cinese;
3. da dove arrivano i fondi che finanzieranno questo progetto;
4. se e’ stata presa in considerazione l’idea di aprire una sorta di accademia E-Cat per quando l’E-Cat fara’ la sua entrata nel mercato, in modo da avere del personale certificato da impiegare nella produzione, mantenzione, revisione ecc.
Queste le risposte di Rossi a questi interessanti quesiti:
1. no;
2. no;
3. non sono coinvolto in questo;
4. stiamo valutando come preparare degli operatori certificati: si tratta di una questione importante.
Supponiamo che se questa ipotesi dovesse concretizzarsi tantissime persone sarebbero interessate a partecipare, anche solo per curiosita’. E’ da notare nel frattempo l’ormai completo distacco di Rossi dall’aspetto commerciale della sua invenzione.

“The Explanation of LENR” – di Edmund Storms

In assenza di grosse significative novita’ da parte di Andrea Rossi sul suo E-Cat, oggi abbiamo deciso di segnalarvi una nuova, interessantissima  pubblicazione riguardante le LENR.
Secondo quanti lo hanno gia’ letto, il libro e’ scritto in maniera molto chiara ed esaustiva.
L’autore e’ il Dr. Edmund Storms, noto esperto nel campo della ricerca sulle LENR e sulla fusione fredda. Gia’ il titolo del libro, che e’ quanto di piu’ aggiornato ci sia attualmente in circolazione, e’ eloquente e definisce esattamente quanto verra’ trattato al suo interno: “The Explanation of Low Energy Nuclear Reaction: An examination of the relationship between observation and explanation“.
Il Dr. Mike McKubre dello Stanford Research Institute (che ha redatto la prefazione al libro) lo ritiene eccellente e lo definisce la miglior sintesi attualmente in circolazione su quanto oggi si conosce sull’argomento.
Una vera e propria recensione del libro di Storms e’ stata fatta da Nikita Alexandrov, Presidente della Permanetix Corporation, ed e’ apparsa sulla rivista Infinite Energy n. 117 di Settembre/Ottobre 2014.
Infinite Energy Press nel presentare questo libro sostiene che l’autore cerca di colmare il divario tra quanto e’ ritenuto vero e possibile dagli scienziati convenzionali e quanto e’ invece sostenuto dalle persone che sostengono il fenomeno della fusione fredda. Inoltre, viene proposta una nuova spiegazione che sia compatibile con la legge naturale e tutti i comportamenti attribuiti alla fusione fredda.

E-Cat: certificazione di sicurezza ottenuta e (forse) imminente pubblicazione del nuovo report

Agosto e’ stato un mese gratificante per Andrea Rossi. Apprendiamo infatti dalle pagine del suo blog tenuto sul Journal of Nuclear Physics che finalmente e’ arrivata la certificazione di sicurezza sia per gli E-Cats che per gli Hot-Cats (ossia gli E-Cat funzionanti ad alte temperature).
Questo risultato, afferma Rossi, e’ importante e fondamentale per procedere con lo sviluppo degli impianti funzionanti con l’Hot Cat.
Al momento non si sa ancora chi abbia rilasciato questa certificazione, ma essendoci di mezzo la Industrial Heat, partner di Andrea Rossi, supponiamo che sia qualche agenzia di indiscussa autorita’ ad essersene occupata (possibilmente fugando anche le possibili critiche a cui il lavoro di Andrea Rossi rischia di essere esposto ancora una volta).
Del tanto atteso report redatto da terze parti indipendenti, invece, non si hanno ancora novita’, anche se voci di corridoio indicherebbero una imminente pubblicazione in settembre. Questa notizia la apprendiamo da E-Cat World, che comunque suggerisce di non darla per certa.
Ricordiamo che ancora non e’ noto nemmeno il nome della rivista (peer reviewed) che lo divulghera’.
Intanto sul blog di Rossi le domande inerenti questa pubblicazione sono incessanti, e non sempre il nostro inventore ha la possibilita’ di dare risposte esaustive.
Apprendiamo comunque che il report non verra’ pubblicato in anteprima sul Journal of Nuclear Physics, anche se Rossi lo ricevera’ qualche giorno prima che appaia sulla rivista designata.

Andrea Rossi: il prossimo impianto da 1MW aprira’ l’era commerciale

Il mistero che ancora avvolge Andrea Rossi e il suo lavoro sembra sempre vicino all’essere svelato, e in verita’, seppur con piccoli tasselli alla volta, qualche idea (vaga, e basata sulla fiducia verso Rossi perche’ ancora non disponiamo di prove concrete) su come evolvera’ l’applicazione dell’E-Cat stiamo cominciando a farcela.
Inoltre la passione e la curiosita’ sull’argomento non sembrano assolutamente scemare, nonostante la reticenza di Rossi.
Sul sempre aggiornatissimo blog che Rossi tiene sul Journal of Nuclear Physycs si susseguono le domande inerenti il nuovo impianto da 1MW e la pubblicazione del prossimo report redatto da terze parti indipendenti dopo lunghi test sull’E-Cat.
Come ben sapete Rossi si trincera spesso dietro il segreto professionale ed e’ piuttosto avaro nel concedere informazioni rilevanti, e ultimamente da’ quasi la sensazione di essere infastidito dalla ripetizione di alcune domande.
A volte invece il nostro ingegnere trae spunto dai messaggi dei suoi lettori per fornirci qualche dettaglio e far trapelare anche l’orgoglio per il lavoro che lui e il suo team stanno svolgendo.
Poche ore fa, ad esempio, una lettrice stuzzica Rossi dicendo che se, come ha letto, la fase sperimentale e’ finita e i dati analizzati verranno pubblicati su una rivista scientifica accreditata, ha ragione di credere che se i risultati saranno positivi potra’ accendere la tele e attendere che i media diano il sensazionale annuncio. Poi, continua la lettrice, se l’impianto da 1MW dovesse funzionare anche solo per pochi giorni, sarebbe un disastro commerciale ma un successo dal punto di vista scientifico.
Non si e’ fatta attendere la risposta di Rossi, che afferma che sara’ estremamente importante che l’impianto da 1MW sia stabile per almeno un anno senza dare grossi problemi, poiche’ si punta all’effettiva applicazione industriale del cosiddetto Rossi Effect, non l’ennesimo test. Il prossimo impianto da 1MW, prosegue Rossi, ha il compito preciso di aprire l’era dell’utilizzazione industriale del Rossi Effect, con valutazioni fornite non da esperimenti ma da clienti soddisfatti che fan soldi con i suoi impianti. Ovviamente, dice Rossi, i lavori di R&D andranno avanti all’infinito, ma il prossimo impianto aprira’ l’era commerciale dove la discussione non sara’ piu’ sul funzionamento o meno del Rossi Effect  ma sulla sua evoluzione e le sue applicazioni.
In aggiunta a cio’, rispondendo ad un altro lettore Rossi ci informa che a tempo debito verranno pubblicate fotografie dell’impianto in funzione. Questo nuovo impianto ha notevoli differenze rispetto al prototipo originale ma, dice Rossi, si continuano ad utilizzare gli stessi container esterni, anche se piu’ compatti, per agevolarne il trasporto.