Rossi E-Cat – Fusione Fredda e LENR

Andrea Rossi eCat = Low Energy Nuclear Reaction

E-Cat: il volume dei reattori e’ stato ridotto

Dopo un 2014 costellato da tante novita’ che denotano un crescente interesse verso la fusione fredda e le LENR, ma da nessuna vera e propria rivoluzione, ci auguriamo che il 2015 sia finalmente l’anno della svolta in campo energetico.
Ma quali sono stati i principali fatti salienti dello scorso anno?
Eccone alcuni:
1. l’azienda americana Cherokee ha acquistato i diritti sull’E-Cat di Andrea Rossi per 11 milioni di dollari, e ha costituito a tal fine la Industrial Heat LLC (che come ormai sappiamo e’ il partner americano di Rossi).
2. Un secondo report, il Lugano Report, e’ stato stilato da terze parti indipendenti dopo un lungo periodo di test sull’E-Cat di Andrea Rossi. L’esito di questa seconda relazione e’ stato decisamente positivo. Dal contenuto del documento si evince che il dispositivo creato da Rossi genera energia da calore e produce piu’ energia di quanta ne immetta. Inoltre nel report si afferma che l’E-Cat e’ un dispositivo nucleare.
3. Continuano gli esperimenti del Martin Fleischman Memorial Project che sembrano avvalorare la teoria che il dispositivo ideato da Francesco Celani puo’ ottenere reazioni nucleari.
4. Sembra che anche Bill Gates si stia attivamente interessando alla ricerca sulle LENR. Molto clamore ha destato la sua visita in novembre presso i laboratori di Frascati dell’ENEA.
5. Alexander G. Parkhomov, un fisico russo, sostiene di essere riuscito a replicare l’E-Cat e di aver prodotto del vapore.
Oltre a cio’ diverse sono state le Conferenze sul tema energetico, e tante altre sono in programma per questo nuovo anno.
Al momento, per aprire il 2015, le novita’ piu’ rilevanti sembrano giungere dal blog di Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics. Grazie infatti ad uno scambio di post con Frank Acland emergono alcuni nuovi dettagli sulla predisposizione dell’ormai famoso impianto da 1MW per il cliente della Industrial Heat.
Rossi infatti ha affermato di aver ridotto il volume dei reattori di circa 11/10KW (in novembre il volume era di mezzo metro cubo, 55 litri di volume, con una densita’ di 2kw per litro). E in merito Rossi afferma che i volumi potrebbero essere ulteriormente ridotti.
Ma alla domanda di Acland se sia soddisfatto dell’attuale funzionamento dell’impianto, Rossi replica che non puo’ fornire tali informazioni, ma che puo’ affermare di essere ottimista sul comportamento dell’impianto lungo la prova di un anno e che nulla e’ ancora successo da renderlo pessimista.

Andrea Rossi: stiamo lavorando al massimo delle nostre possibilita’

Quali sorprese ci riservera’ Andrea Rossi per chiudere questo 2014 in bellezza?
Al momento sembra che per quest’anno non siano in programma altre novita’.
Dopo l’esito positivo del Lugano Report redatto da un team indipendente di scienziati (Indipendent Third Party), la partnership con la Industrial Heat per conto della quale Rossi e il suo team stanno predisponendo un impianto E-Cat da 1MW da installare presso gli stabilimenti di un cliente, e qualche recente intervista, pare che null’altro di rilevante accadra’ nei giorni conclusivi di dicembre.
Ma a seguire il blog di Rossi sul Journal of Nuclear Physics siamo sempre in tanti, e le domande sono incessanti.
Ad esempio  nelle ultime ore un lettore ha chiesto a Rossi se, dato il crescente interesse verso le LENR dimostrato anche da aziende ed enti importanti, non ci sia da temere che dopo tutta la fatica fatta e gli inizi difficili ora la concorrenza possa raggiungerlo.
Il nostro inventore conferma infatti che questa possibilita’ esiste, ma che lui e il suo gruppo stanno lavorando al massimo delle loro possibilita’, indipendentemente da cio’ che accade fuori. Noi, dice Rossi, dobbiamo pensare che la nostra concorrenza sia forte quanto noi se non di piu’ e agire di conseguenza.
Altro argomento interessante nuovamente toccato sul blog recentemente e’ stato quello dell’Hot Cat alimentato a gas. Sul tema viene chiesto a Rossi come e’ nata l’idea di questo Gas-Cat e se l’iniziativa sia stata sua o di uno dei (potenziali) clienti.
A questo quesito Rossi risponde che l’Hot Cat alimentato a gas e’ stato semplicemente la logica evoluzione dell’Hot Cat, dovuta ad ovvie considerazioni economiche.
Oltre alle domande sopra riassunte (e a molte altre ancora!) non poteva mancare questa: partecipera’ Rossi all’ICCF che si terra’ a Padova il prossimo aprile?
Rossi conferma la sua assenza, dicendo che in quel periodo sara’ negli USA preso dall’installazione dell’impianto da 1MW, ma augura agli scienziati che vi parteciperanno un grande successo.

E-Cat: nuova intervista ad Andrea Rossi


Il 12 dicembre scorso Salvo Mandara’, reporter freelance, ha condotto sul suo canale web Salvo5puntozero.tv una video intervista, la cui registrazione e’ oggi disponibile sul sito, piuttosto lunga (circa 50 minuti) con Andrea Rossi.
Il nostro inventore era collegato via Skype da Miami, e nel corso della chiacchierata ha spiegato ancora una volta in cosa consiste il suo reattore, l’E-Cat.
Molte e di vario genere son state le domande: dai materiali usati per ‘sostentare’ l’E-Cat, al funzionamento in modalita’ di autosostentamento.
Ancora una volta Rossi ha ribadito l’economicita’ del suo prodotto, nonche’ l’essenzialita’ di alcuni componenti di base quali il nickel, il litio e l’idrogeno.
Arrivati alla domanda riguardante la produzione industriale dell’E-Cat, Rossi ha risposto che, da un certo punto di vista, secondo lui e’ gia’ iniziata, sostenendo che entro un anno (in cui si lavorera’ con molta attenzione all’impianto da 1MW che si sta approntando per il cliente dell’Industrial Heat) si dovrebbero vedere e poter analizzare i risultati del lavoro sul lungo periodo del macchinario prodotto.
E, passato questo anno, dice Rossi, dovrebbe essere possibile anche poter procedere alla produzione di massa dei reattori.
Per chi fosse interessato, l’intervista e’ stata anche tradotta e sintetizzata in inglese da Vessela Nikolova, che l’ha pubblicata sul sito “The New Fire”.

Nuovo appuntamento al MIT: The Cold Fusion 101 – 20-23 gennaio 2015

Il 2015 si presenta gia’ come un anno molto effervescente per quanto riguarda la ricerca sulla fusione fredda e sulle LENR.
Gia’ da gennaio si parte con due eventi di rilievo: a Oxford il 10 e 11 gennaio con la conferenzaLow Energy Nanoscale Reactions & Applications”, e poi negli USA, e piu’ precisamente nel Massachusetts, per l’annuale incontro al MIT con il Corso: Cold Fusion 101: Introduction to Excess Power in Fleischmann-Pons Experiment.
Il Corso sara’ presentato dal Professor Peter Hagelstein (che insegna al MIT presso la facolta’ di Electrical Engineering and Computer Science) e dal Dr. Mitchell Swartz (Jet Energy Inc.).
Alcuni dei principali temi trattati nel corso delle tre giornate saranno l’eccesso di energia prodotta negli esperimenti di Fleischmann e Pons e l’esperimento di Piantelli, ma l’agenda e’ molto fitta e tanti saranno gli argomenti affrontati.
La particolarita’ di questo corso e’ che non e’ richiesta iscrizione anticipata, e possono essere frequentate sia tutte le sessioni che solo alcune a scelta.
Tutti i dettagli sono comunque indicati sul sito del MIT:

Fusione Fredda: aggiornamenti sul NANOR


La necessita’ di impiegare nuove energie alternative pulite ed economiche ha creato un settore sempre piu’ in evoluzione e ormai numerose aziende e centri di ricerca han deciso di dedicare a questa impresa soldi ed energie.
Tra di loro rientra la Jet Energy Inc..
Questa azienda situata a Boston, nel Massachussets, congiuntamente al MIT ha creato una particolare tecnologia denominata NANOR basandosi sugli studi intrapresi da Martin Fleischmann e Stanley Pons.
Il congegno presentato nel video, che dai loro creatori viene definito uno dei risultati piu’ rivoluzionari nella scienza emerso dopo 25 anni di ricerca sviluppatasi sul lavoro di Fleischmann e Pons, dovrebbe consentire di generare energia pulita.
Nel filmato viene spiegato come per molti anni la fusione fredda sia stata un argomento controverso nel mondo scientifico. Da una parte il suo utilizzo promette l’opportunita’ di generare energia economica, abbondante e pulita rivoluzionando il mondo.
Dall’altro lato pero’ questa tecnologia e’ stata sempre difficile da replicare e non affidabile.
Inoltre, continua Mike nel video, gli stessi scienziati che lavorano nel campo hanno contribuito a rallentarne il progresso con la loro reticenza a parlare del lavoro svolto.
Basandosi su quanto anticipato in questo breve filmato, il Nanor costituira’ una svolta per gli scienziati, producendo risultati immediati.
L’invito posto e’ quindi quello di visitare il sito dell’azienda per maggiori dettagli e informazioni.
Potremmo dire che Andrea Rossi rischia di perdere il monopolio, e ci piace immaginare un futuro roseo in cui potremmo scegliere se utilizzare l’E-Cat, il Nanor o altre invenzioni atte a farci risparmiare senza inquinare.

Hot-Cat: dove sono ora i reattori utilizzati per il Lugano report

Tanti dettagli ancora ci sfuggono sulle modalita’ di svolgimento dell’ormai famoso test che l’ITP (Indipendent Third Party) ha svolto sull’Hot-Cat.
Uno di questi ha particolarmente incuriosito un assiduo lettore del blog che Andrea Rossi tiene costantemente aggiornato sul Journal of Nuclear Physics, che quindi chiede se i reattori utilizzati per il test siano stati restituiti ai loro ideatori.
La risposta e’ positiva.  Rossi infatti conferma che l’Hot-Cat consegnato ai Professori dell’ITP e’ stato restituito il giorno dopo il suo spegnimento. I Professori, racconta Rossi, erano in possesso di un solo reattore, perche’ gli altri due di riserva che erano stati portati a Lugano in caso di guasti non sono mai stati consegnati poiche’ non si e’ rotto nulla nel corso dei test.
Soddisfatta anche questa curiosita’, notiamo che la questione degli attuali rapporti con i licenziatari continua ad essere trattata su altri siti, ma Rossi non ha piu’ aggiunto nulla a quanto aveva affermato la scorsa settimana.
Oltre alla replica di Prometeon, E-Cat World ospita anche un post di Mats Lewan, a cui era stato chiesto se fosse al corrente della situazione della Hydro Fusion (licenziataria svedese dell’E-Cat).
Lewan scrive che i rapporti tra la Hydro Fusion e Rossi sembrano essere ancora tranquilli e che la societa’ e’ tuttora licenziataria del prodotto, anche se al momento non sembrano esserci movimenti particolari. E’ probabile, ipotizza Lewan, che nuovi sviluppi ci saranno una volta che l’impianto da 1MW che si sta producendo per il cliente della Industrial Heat entrera’ in funzione.
Per quanto riguarda invece l’offerta di riacquisto della licenza, Lewan dice che all’inizio del 2014 ha chiesto a molti licenziatari informazioni in merito. Uno di loro ha confermato che gli era stata offerta in restituzione la quota investita piu’ il 10%, cosa confermata da Rossi, e che la maggior parte dei licenziatari all’epoca aveva rifiutato questa proposta.
Altri licenziatari invece confermano di averla accettata.
Lewan in quel periodo chiese a Rossi se l’offerta fosse stata inviata anche alla Ampenergo e alla Hydrofusion, e Rossi ha risposto che era stata inviata a tutti i licenziatari.

E-Cat: la parola alla Prometeon

I lettori del blog di Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics (e anche del nostro!) avranno notato nei giorni scorsi quanto dichiarato da Rossi in merito ai suoi rapporti commerciali e di collaborazione con i licenziatari dell’E-Cat.
Ebbene, ieri E-Cat World ha pubblicato un lungo post firmato direttamente da Aldo Proia e Guido Parchi della Prometeon Srl, licenziataria storica dell’E-Cat.
Il testo e’ una seria e puntuale rettifica fatta da Proia a quanto affermato da Rossi.
Prima di tutto veniamo a sapere che il quesito rivolto da Daniele Passerini (blogger del sito 22 Passi) a Rossi riguardante la cancellazione dei siti di alcuni licenziatari, si riferiva specificamente alla Prometeon Srl, a cui la richiesta era stata inviata per conoscenza.
Quindi, proseguono dalla Prometeon, quanto affermato da Rossi che ai licenziatari commerciali e’ stato offerto il riacquisto della licenza ad un prezzo superiore e’ solo parte della verita’, e alcuni dettagli importanti son stati omessi.
L’offerta di riacquistare le licenze e’ stata proposta da Rossi e dalla E.F.A. Srl, societa’ controllata dal partner di Rossi che possiede la licenza esclusiva di distribuzione in Europa, pochi mesi prima che accadessero alcuni fatti importanti.
La licenza di un proprietario di un paese europeo (non nominato per rispetto della privacy), e’ stata cancellata dall’EFA. Quindi il licenziatario minaccio’ di adire alle vie legali, inducendo gli altri licenziatari a porsi dei seri dubbi sui comportamenti e sulle intenzioni dei loro partner commerciali (Rossi/EFA).
Infatti i licenziatari, che dopo piu’ di un anno e mezzo dalla firma degli accordi stavano ancora aspettando di vedere l’impianto E-Cat da 1MW in funzione, non volevano rischiare di rimetterci la reputazione offrendo il prodotto ai clienti.
Il rapporto di fiducia si era quindi incrinato, e dopo quanto successo al licenziatario di cui sopra anche altri cominciarono a parlare di procedere alle vie legali contro la EFA e la Leonardo Corporation.
A questo punto, nella primavera del 2014, venne proposto all’EFA di vendere un E-Cat poiche’ si erano create le condizioni favorevoli con un cliente in Italia. Nessuno, ne’ Rossi ne’ l’EFA ha mai dato risposta, cosi’ come non son state evase altre richieste poste dalla Prometeon nel 2013.
Per farla breve, dopo questi rapporti non piu’ idilliaci ma con una lunga serie di ordini da parte di potenziali clienti all’attivo, nel dicembre 2013 la Prometeon riceve una lettera formale dall’EFA con cui si annullava l’accordo poiche’ “non si erano ottenuti ordini sufficienti come da contratto“.
Non riuscendo a trovare una soluzione amichevole a questa situazione estremamente spiacevole, alla fine la Prometeon ha rinunciato e ha accettato la proposta di riacquisto della licenza, anche perche’ a questo punto non piu’ intenzionata ad avere rapporti con certi ‘partners’.
Inoltre Proia contraddice Rossi anche sulla cifra proposta per il riacquisto, aggiungendo pure che e’ ridicolo anche sostenere che i rapporti con i licenziatari siano rimasti amichevoli e di collaborazione.
L’unico vero merito che a questo punto Proia e Parchi riconoscono a Rossi e’ di aver ricreato interesse intorno alle LENR, energia pulita ed economica che grazie a Rossi ha iniziato ad ottenere l’interesse che si merita.
Cosa pensare dopo quanto affermato da Proia? Vedremo se Andrea Rossi replichera’ dalle pagine del suo blog.

Cosa e’ successo ai licenziatari dell’E-Cat?

Forse distratti dalla pubblicazione del Lugano Report e dall’installazione del nuovo impianto da 1MW presso gli stabilimenti di un cliente della Industrial Heat, credo che diversi di noi in questi ultimi mesi abbiano perso di vista quanto accaduto ai siti dei licenziatari commerciali dell’E-Cat.
Ebbene, ci ha pensato Daniele Passerini, padrone di casa del blog 22 Passi d’amore e dintorni. Infatti Daniele ha notato che diversi di questi siti risultano oggi chiusi, e prontamente ha chiesto delucidazioni ad Andrea Rossi.
Rossi, dalle pagine del suo di blog (sul Journal of Nuclear Physics), risponde che a tutti i licenziatari commerciali dell’E-cat e’ stato offerto il riacquisto della loro licenza ad un prezzo superiore a quello da loro pagato in origine. Alcuni licenziatari hanno accettato la proposta e rivenduto a Rossi e soci le loro licenze.
I dettagli di questi accordi, prosegue Rossi, sono coperti da Non Disclosure Agreement (NDA). Ma, basandoci su quanto afferma Rossi, i rapporti con questi licenziatari non sembrano essersi chiusi cosi’ poiche’, dice Rossi, son stati mantenuti rapporti amichevoli e di collaborazione.
Intanto nuovi fronti di antagonismo sembrano prospettarsi nel campo della ricerca sulle LENR e sulla Cold Fusion.
Nei giorni scorsi infatti Gulf News, uno dei giornali in lingua inglese piu’ diffuso nella Regione del Golfo, ha segnalato che l’India sembra orientata a riprendere la ricerca sulla fusione fredda.
Ovviamente i lettori di Rossi non hanno perso l’occasione per segnalargli questa notizia, unitamente a quella della visita di Bill Gates presso i laboratori dell’Enea a Frascati.
Rossi, pur ammettendo che ora la competizione ha preso una piega veramente seria, sostiene che tutto cio’ sta avvenendo grazie al lavoro suo e del suo Team. Infatti secondo Rossi al suo Team andrebbe riconosciuto il merito di aver riportato la considerazione delle LENR ad alti livelli.
In  effetti, nel bene e nel male, dobbiamo ammettere che Andrea Rossi e’ riuscito a ridare visibilita’ a quest’argomento, spesso ancora considerato in maniera sprezzante dalla maggioranza.

LENR: Bill Gates finanziera’l'Enea?

dalla pagina Facebook EneaHa fatto un certo clamore la notizia che il 12 novembre scorso Bill Gates ha visitato i laboratori dell’Enea a Frascati, tanto che diverse fonti (i blog in rete, come ad esempio il Messaggero e il TG1) ne hanno parlato.
Un comunicato dell’Enea stessa (la foto che pubblichiamo e’ tratta dalla loro pagina facebook) precisa: “Gates  è interessato alle attività nel campo della ricerca “di frontiera”. La visita si è protratta per alcune ore e ha dato ai ricercatori la possibilità di illustrare in maniera approfondita l’attività di ricerca avanzata dell’Agenzia. Gli Stati Uniti hanno coinvolto l’Enea, unica Agenzia non statunitense, in un programma di ricerca di grande importanza scientifica in relazione alle attività svolte nel Centro. A conferma di ciò, nel 2010 è stato siglato un Accordo Internazionale che prevede il coinvolgimento del Naval Research Laboratory di Washington DC (NRL), e l’Università del Texas ha recentemente espresso un forte interesse a collaborare ulteriormente con Enea. Collaborazioni si sono avute inoltre con lo Stanford Research Institute della California e con l’Istituto SKINR dell’Università del Missouri. Il Ministero dello Sviluppo Economico sostiene le attività di ricerca dell’Enea, anche alla luce del fatto che le stesse interessano l’industria italiana, che grazie al know-how sviluppato dall’Agenzia, ha aumentato il livello di competitività a livello internazionale”.
Ad accogliere Gates e ad accompagnarlo in giro per i laboratori e’ stato il Commissario dell’Enea Federico Testa, che dichiara: “Come Enea siamo orgogliosi che la nostra ricerca e i nostri ricercatori abbiano sviluppato competenze e risultati tali da attrarre interesse a livello internazionale. Per progredire ulteriormente in settori che richiedono conoscenze e dotazione strumentale di altissimo livello, sono essenziali la collaborazione con laboratori di eccellenza e con l’industria“.
Quale dunque l’esatto motivo di questa visita da parte del fondatore della Microsoft?
E’ ancora Testa a spiegarcelo attraverso l’Arena: “La sua Fondazione, e cioè la Bill & Melinda Gates Foundation, sta valutando di finanziare alcuni progetti dell’Enea e i nostri ricercatori, che stanno lavorando con risultati di assoluto rilievo mondiale, sono riusciti a destare l’interessare del responsabile economico della Fondazione, il professore di fisica Lowell Wood, stretto collaboratore di Gates“.
La Fondazione dei coniugi Gates e’ in assoluto una delle piu’ grandi del mondo, con un patrimonio che si aggira intorno ai 38 miliardi di dollari.
Proseguendo la sua intervista, Testa afferma che e’ stato predisposto un accordoper identificare un percorso pratico di collaborazione. La Fondazione ogni anno finanzia, con circa 1 miliardo di dollari, la ricerca. L’Enea ha tutte le caratteristiche tecniche e umane per riuscire in questa impresa: se riusciremo ad avere questi soldi sarà un grande motivo di soddisfazione non solo per me, come Commissario, ma per il governo. Enea è capofila italiana per un progetto internazionale sulla fusione sia a caldo che a freddo, denominato Iter. Di questo progetto Enea detiene il 13% e, con questa quota, negli ultimi due anni ha portato in Italia il 64% delle risorse ad esso destinate, cioè 987 milioni di euro. Con questi soldi hanno lavorato e stanno lavorando molte imprese italiane. Se l’accordo con Bill Gates va in porto, potrà cambiare le sorti dell’Italia intera“.
Sembra che ci sia poco da aggiungere alle parole di Testa. Veramente questo accordo potrebbero cambiare le sorti della ricerca italiana con, perche’ no, ripercussioni benefiche a livello mondiale.
Tra i fondi di Gates e quelli che l’Industrial Heat ha messo a disposizione di Andrea Rossi sembra proprio che nei prossimi messi potrebbero esserci degli sviluppi decisamente importanti nel settore energia.

E-Cat: chi ha prodotto il reattore usato per il Lugano Report?

Dopo diverse settimane dalla pubblicazione del Lugano Report (la relazione che l’Indipendent Third Party ha svolto sul funzionamento dell’E-Cat), la curiosita’ da parte di chi segue le imprese di Andrea Rossi e’ piu’ viva che mai.
Infatti son tanti gli interrogativi che continuiamo a porci in merito a questo report, e sulle pagine del suo blog sul Journal of Nuclear Physics spesso possiamo trovare qualche risposta.
Ad esempio ieri Frank Acland di E-Cat World ha chiesto a Rossi:
1. chi ha preparato il reattore usato nel Lugano report;
2. chi ha predisposto il preparato in polvere usato nel reattore;
3. se e quale ruolo Rossi ha svolto nella preparazione di quanto sopra menzionato.
Rossi e’ stato abbastanza esaustivo nella sua risposta, e ci ha cosi’ fatto sapere che:
1. il reattore usato nel test e’ stato prodotto nello stabilimento della Industrial Heat a Raleigh, nel North Carolina.
2. Anche il preparato, come tutti i preparati ora, e’ stato fatto dalla Industrial Heat, utilizzando il know how e le istruzioni fornite da Rossi stesso.
3. Rossi sostiene di non aver ricoperto nessun ruolo nella preparazione del reattore e della sua carica, perche’ si fida del suo splendido Team. Ora, prosegue Rossi, il Team della IH e’ in grado di produrre tutto senza il suo aiuto. Ad esempio anche l’impianto da 1MW pr il cliente della IH e’ stato predisposto completamente senza il suo intervento. Il reattore usato nel Lugano report, dice Rossi, e’ solo uno dei tanti prodotti nello stabilimento della IH dai suoi lavoratori, diretti dai loro ingegneri. Io, continua Rossi, ho passato la maggior parte del mio tempo facendo esperimenti nel mio laboratorio. Abbiamo tutti dei compiti ben precisi, specifica Rossi: loro devono guadagnar soldi, io devo spenderli (dice ironizzando). Le cariche dei reattori vengono fatte da personale di livello molto alto che ne hanno accesso.
Ma oltre agli aspetti piu’ tecnici, tanti di noi hanno notato la scarsa (quasi inesistente) copertura mediatica che ha fatto seguito alla pubblicazione di questo secondo report, e sempre sul blog di Rossi un lettore gli chiede esplicitamente come mai e cosa ne pensa. Rossi risponde che da parte loro hanno ritenuto fosse prematuro convocare conferenze stampa. Infatti secondo Rossi e’ necessario assistere al funzionamento dell’impianto da 1MW per un periodo sufficientemente lungo prima di diffondere comunicati.  Per lo stesso motivo, afferma poi Rossi, fin qui le pubblicazioni inerenti al lavoro suo e del suo team si possono reperire solo su contesti scientifici e tecnologici.
Notiamo pero’ che, nonostante i controversi rapporti che sono intercorsi in passato tra Andrea Rossi e l’Universita’ di Bologna, anche sulla libreria digitale dell’Ateneo (AMS Acta Digital Library) e’ stato pubblicato il Lugano Report.