Rossi E-Cat – Fusione Fredda e LENR

Andrea Rossi eCat = Low Energy Nuclear Reaction

Nuovo appuntamento al MIT: The Cold Fusion 101 – 20-23 gennaio 2015

Il 2015 si presenta gia’ come un anno molto effervescente per quanto riguarda la ricerca sulla fusione fredda e sulle LENR.
Gia’ da gennaio si parte con due eventi di rilievo: a Oxford il 10 e 11 gennaio con la conferenzaLow Energy Nanoscale Reactions & Applications”, e poi negli USA, e piu’ precisamente nel Massachusetts, per l’annuale incontro al MIT con il Corso: Cold Fusion 101: Introduction to Excess Power in Fleischmann-Pons Experiment.
Il Corso sara’ presentato dal Professor Peter Hagelstein (che insegna al MIT presso la facolta’ di Electrical Engineering and Computer Science) e dal Dr. Mitchell Swartz (Jet Energy Inc.).
Alcuni dei principali temi trattati nel corso delle tre giornate saranno l’eccesso di energia prodotta negli esperimenti di Fleischmann e Pons e l’esperimento di Piantelli, ma l’agenda e’ molto fitta e tanti saranno gli argomenti affrontati.
La particolarita’ di questo corso e’ che non e’ richiesta iscrizione anticipata, e possono essere frequentate sia tutte le sessioni che solo alcune a scelta.
Tutti i dettagli sono comunque indicati sul sito del MIT:

Fusione Fredda: aggiornamenti sul NANOR


La necessita’ di impiegare nuove energie alternative pulite ed economiche ha creato un settore sempre piu’ in evoluzione e ormai numerose aziende e centri di ricerca han deciso di dedicare a questa impresa soldi ed energie.
Tra di loro rientra la Jet Energy Inc..
Questa azienda situata a Boston, nel Massachussets, congiuntamente al MIT ha creato una particolare tecnologia denominata NANOR basandosi sugli studi intrapresi da Martin Fleischmann e Stanley Pons.
Il congegno presentato nel video, che dai loro creatori viene definito uno dei risultati piu’ rivoluzionari nella scienza emerso dopo 25 anni di ricerca sviluppatasi sul lavoro di Fleischmann e Pons, dovrebbe consentire di generare energia pulita.
Nel filmato viene spiegato come per molti anni la fusione fredda sia stata un argomento controverso nel mondo scientifico. Da una parte il suo utilizzo promette l’opportunita’ di generare energia economica, abbondante e pulita rivoluzionando il mondo.
Dall’altro lato pero’ questa tecnologia e’ stata sempre difficile da replicare e non affidabile.
Inoltre, continua Mike nel video, gli stessi scienziati che lavorano nel campo hanno contribuito a rallentarne il progresso con la loro reticenza a parlare del lavoro svolto.
Basandosi su quanto anticipato in questo breve filmato, il Nanor costituira’ una svolta per gli scienziati, producendo risultati immediati.
L’invito posto e’ quindi quello di visitare il sito dell’azienda per maggiori dettagli e informazioni.
Potremmo dire che Andrea Rossi rischia di perdere il monopolio, e ci piace immaginare un futuro roseo in cui potremmo scegliere se utilizzare l’E-Cat, il Nanor o altre invenzioni atte a farci risparmiare senza inquinare.

Hot-Cat: dove sono ora i reattori utilizzati per il Lugano report

Tanti dettagli ancora ci sfuggono sulle modalita’ di svolgimento dell’ormai famoso test che l’ITP (Indipendent Third Party) ha svolto sull’Hot-Cat.
Uno di questi ha particolarmente incuriosito un assiduo lettore del blog che Andrea Rossi tiene costantemente aggiornato sul Journal of Nuclear Physics, che quindi chiede se i reattori utilizzati per il test siano stati restituiti ai loro ideatori.
La risposta e’ positiva.  Rossi infatti conferma che l’Hot-Cat consegnato ai Professori dell’ITP e’ stato restituito il giorno dopo il suo spegnimento. I Professori, racconta Rossi, erano in possesso di un solo reattore, perche’ gli altri due di riserva che erano stati portati a Lugano in caso di guasti non sono mai stati consegnati poiche’ non si e’ rotto nulla nel corso dei test.
Soddisfatta anche questa curiosita’, notiamo che la questione degli attuali rapporti con i licenziatari continua ad essere trattata su altri siti, ma Rossi non ha piu’ aggiunto nulla a quanto aveva affermato la scorsa settimana.
Oltre alla replica di Prometeon, E-Cat World ospita anche un post di Mats Lewan, a cui era stato chiesto se fosse al corrente della situazione della Hydro Fusion (licenziataria svedese dell’E-Cat).
Lewan scrive che i rapporti tra la Hydro Fusion e Rossi sembrano essere ancora tranquilli e che la societa’ e’ tuttora licenziataria del prodotto, anche se al momento non sembrano esserci movimenti particolari. E’ probabile, ipotizza Lewan, che nuovi sviluppi ci saranno una volta che l’impianto da 1MW che si sta producendo per il cliente della Industrial Heat entrera’ in funzione.
Per quanto riguarda invece l’offerta di riacquisto della licenza, Lewan dice che all’inizio del 2014 ha chiesto a molti licenziatari informazioni in merito. Uno di loro ha confermato che gli era stata offerta in restituzione la quota investita piu’ il 10%, cosa confermata da Rossi, e che la maggior parte dei licenziatari all’epoca aveva rifiutato questa proposta.
Altri licenziatari invece confermano di averla accettata.
Lewan in quel periodo chiese a Rossi se l’offerta fosse stata inviata anche alla Ampenergo e alla Hydrofusion, e Rossi ha risposto che era stata inviata a tutti i licenziatari.

E-Cat: la parola alla Prometeon

I lettori del blog di Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics (e anche del nostro!) avranno notato nei giorni scorsi quanto dichiarato da Rossi in merito ai suoi rapporti commerciali e di collaborazione con i licenziatari dell’E-Cat.
Ebbene, ieri E-Cat World ha pubblicato un lungo post firmato direttamente da Aldo Proia e Guido Parchi della Prometeon Srl, licenziataria storica dell’E-Cat.
Il testo e’ una seria e puntuale rettifica fatta da Proia a quanto affermato da Rossi.
Prima di tutto veniamo a sapere che il quesito rivolto da Daniele Passerini (blogger del sito 22 Passi) a Rossi riguardante la cancellazione dei siti di alcuni licenziatari, si riferiva specificamente alla Prometeon Srl, a cui la richiesta era stata inviata per conoscenza.
Quindi, proseguono dalla Prometeon, quanto affermato da Rossi che ai licenziatari commerciali e’ stato offerto il riacquisto della licenza ad un prezzo superiore e’ solo parte della verita’, e alcuni dettagli importanti son stati omessi.
L’offerta di riacquistare le licenze e’ stata proposta da Rossi e dalla E.F.A. Srl, societa’ controllata dal partner di Rossi che possiede la licenza esclusiva di distribuzione in Europa, pochi mesi prima che accadessero alcuni fatti importanti.
La licenza di un proprietario di un paese europeo (non nominato per rispetto della privacy), e’ stata cancellata dall’EFA. Quindi il licenziatario minaccio’ di adire alle vie legali, inducendo gli altri licenziatari a porsi dei seri dubbi sui comportamenti e sulle intenzioni dei loro partner commerciali (Rossi/EFA).
Infatti i licenziatari, che dopo piu’ di un anno e mezzo dalla firma degli accordi stavano ancora aspettando di vedere l’impianto E-Cat da 1MW in funzione, non volevano rischiare di rimetterci la reputazione offrendo il prodotto ai clienti.
Il rapporto di fiducia si era quindi incrinato, e dopo quanto successo al licenziatario di cui sopra anche altri cominciarono a parlare di procedere alle vie legali contro la EFA e la Leonardo Corporation.
A questo punto, nella primavera del 2014, venne proposto all’EFA di vendere un E-Cat poiche’ si erano create le condizioni favorevoli con un cliente in Italia. Nessuno, ne’ Rossi ne’ l’EFA ha mai dato risposta, cosi’ come non son state evase altre richieste poste dalla Prometeon nel 2013.
Per farla breve, dopo questi rapporti non piu’ idilliaci ma con una lunga serie di ordini da parte di potenziali clienti all’attivo, nel dicembre 2013 la Prometeon riceve una lettera formale dall’EFA con cui si annullava l’accordo poiche’ “non si erano ottenuti ordini sufficienti come da contratto“.
Non riuscendo a trovare una soluzione amichevole a questa situazione estremamente spiacevole, alla fine la Prometeon ha rinunciato e ha accettato la proposta di riacquisto della licenza, anche perche’ a questo punto non piu’ intenzionata ad avere rapporti con certi ‘partners’.
Inoltre Proia contraddice Rossi anche sulla cifra proposta per il riacquisto, aggiungendo pure che e’ ridicolo anche sostenere che i rapporti con i licenziatari siano rimasti amichevoli e di collaborazione.
L’unico vero merito che a questo punto Proia e Parchi riconoscono a Rossi e’ di aver ricreato interesse intorno alle LENR, energia pulita ed economica che grazie a Rossi ha iniziato ad ottenere l’interesse che si merita.
Cosa pensare dopo quanto affermato da Proia? Vedremo se Andrea Rossi replichera’ dalle pagine del suo blog.

Cosa e’ successo ai licenziatari dell’E-Cat?

Forse distratti dalla pubblicazione del Lugano Report e dall’installazione del nuovo impianto da 1MW presso gli stabilimenti di un cliente della Industrial Heat, credo che diversi di noi in questi ultimi mesi abbiano perso di vista quanto accaduto ai siti dei licenziatari commerciali dell’E-Cat.
Ebbene, ci ha pensato Daniele Passerini, padrone di casa del blog 22 Passi d’amore e dintorni. Infatti Daniele ha notato che diversi di questi siti risultano oggi chiusi, e prontamente ha chiesto delucidazioni ad Andrea Rossi.
Rossi, dalle pagine del suo di blog (sul Journal of Nuclear Physics), risponde che a tutti i licenziatari commerciali dell’E-cat e’ stato offerto il riacquisto della loro licenza ad un prezzo superiore a quello da loro pagato in origine. Alcuni licenziatari hanno accettato la proposta e rivenduto a Rossi e soci le loro licenze.
I dettagli di questi accordi, prosegue Rossi, sono coperti da Non Disclosure Agreement (NDA). Ma, basandoci su quanto afferma Rossi, i rapporti con questi licenziatari non sembrano essersi chiusi cosi’ poiche’, dice Rossi, son stati mantenuti rapporti amichevoli e di collaborazione.
Intanto nuovi fronti di antagonismo sembrano prospettarsi nel campo della ricerca sulle LENR e sulla Cold Fusion.
Nei giorni scorsi infatti Gulf News, uno dei giornali in lingua inglese piu’ diffuso nella Regione del Golfo, ha segnalato che l’India sembra orientata a riprendere la ricerca sulla fusione fredda.
Ovviamente i lettori di Rossi non hanno perso l’occasione per segnalargli questa notizia, unitamente a quella della visita di Bill Gates presso i laboratori dell’Enea a Frascati.
Rossi, pur ammettendo che ora la competizione ha preso una piega veramente seria, sostiene che tutto cio’ sta avvenendo grazie al lavoro suo e del suo Team. Infatti secondo Rossi al suo Team andrebbe riconosciuto il merito di aver riportato la considerazione delle LENR ad alti livelli.
In  effetti, nel bene e nel male, dobbiamo ammettere che Andrea Rossi e’ riuscito a ridare visibilita’ a quest’argomento, spesso ancora considerato in maniera sprezzante dalla maggioranza.

LENR: Bill Gates finanziera’l'Enea?

dalla pagina Facebook EneaHa fatto un certo clamore la notizia che il 12 novembre scorso Bill Gates ha visitato i laboratori dell’Enea a Frascati, tanto che diverse fonti (i blog in rete, come ad esempio il Messaggero e il TG1) ne hanno parlato.
Un comunicato dell’Enea stessa (la foto che pubblichiamo e’ tratta dalla loro pagina facebook) precisa: “Gates  è interessato alle attività nel campo della ricerca “di frontiera”. La visita si è protratta per alcune ore e ha dato ai ricercatori la possibilità di illustrare in maniera approfondita l’attività di ricerca avanzata dell’Agenzia. Gli Stati Uniti hanno coinvolto l’Enea, unica Agenzia non statunitense, in un programma di ricerca di grande importanza scientifica in relazione alle attività svolte nel Centro. A conferma di ciò, nel 2010 è stato siglato un Accordo Internazionale che prevede il coinvolgimento del Naval Research Laboratory di Washington DC (NRL), e l’Università del Texas ha recentemente espresso un forte interesse a collaborare ulteriormente con Enea. Collaborazioni si sono avute inoltre con lo Stanford Research Institute della California e con l’Istituto SKINR dell’Università del Missouri. Il Ministero dello Sviluppo Economico sostiene le attività di ricerca dell’Enea, anche alla luce del fatto che le stesse interessano l’industria italiana, che grazie al know-how sviluppato dall’Agenzia, ha aumentato il livello di competitività a livello internazionale”.
Ad accogliere Gates e ad accompagnarlo in giro per i laboratori e’ stato il Commissario dell’Enea Federico Testa, che dichiara: “Come Enea siamo orgogliosi che la nostra ricerca e i nostri ricercatori abbiano sviluppato competenze e risultati tali da attrarre interesse a livello internazionale. Per progredire ulteriormente in settori che richiedono conoscenze e dotazione strumentale di altissimo livello, sono essenziali la collaborazione con laboratori di eccellenza e con l’industria“.
Quale dunque l’esatto motivo di questa visita da parte del fondatore della Microsoft?
E’ ancora Testa a spiegarcelo attraverso l’Arena: “La sua Fondazione, e cioè la Bill & Melinda Gates Foundation, sta valutando di finanziare alcuni progetti dell’Enea e i nostri ricercatori, che stanno lavorando con risultati di assoluto rilievo mondiale, sono riusciti a destare l’interessare del responsabile economico della Fondazione, il professore di fisica Lowell Wood, stretto collaboratore di Gates“.
La Fondazione dei coniugi Gates e’ in assoluto una delle piu’ grandi del mondo, con un patrimonio che si aggira intorno ai 38 miliardi di dollari.
Proseguendo la sua intervista, Testa afferma che e’ stato predisposto un accordoper identificare un percorso pratico di collaborazione. La Fondazione ogni anno finanzia, con circa 1 miliardo di dollari, la ricerca. L’Enea ha tutte le caratteristiche tecniche e umane per riuscire in questa impresa: se riusciremo ad avere questi soldi sarà un grande motivo di soddisfazione non solo per me, come Commissario, ma per il governo. Enea è capofila italiana per un progetto internazionale sulla fusione sia a caldo che a freddo, denominato Iter. Di questo progetto Enea detiene il 13% e, con questa quota, negli ultimi due anni ha portato in Italia il 64% delle risorse ad esso destinate, cioè 987 milioni di euro. Con questi soldi hanno lavorato e stanno lavorando molte imprese italiane. Se l’accordo con Bill Gates va in porto, potrà cambiare le sorti dell’Italia intera“.
Sembra che ci sia poco da aggiungere alle parole di Testa. Veramente questo accordo potrebbero cambiare le sorti della ricerca italiana con, perche’ no, ripercussioni benefiche a livello mondiale.
Tra i fondi di Gates e quelli che l’Industrial Heat ha messo a disposizione di Andrea Rossi sembra proprio che nei prossimi messi potrebbero esserci degli sviluppi decisamente importanti nel settore energia.

E-Cat: chi ha prodotto il reattore usato per il Lugano Report?

Dopo diverse settimane dalla pubblicazione del Lugano Report (la relazione che l’Indipendent Third Party ha svolto sul funzionamento dell’E-Cat), la curiosita’ da parte di chi segue le imprese di Andrea Rossi e’ piu’ viva che mai.
Infatti son tanti gli interrogativi che continuiamo a porci in merito a questo report, e sulle pagine del suo blog sul Journal of Nuclear Physics spesso possiamo trovare qualche risposta.
Ad esempio ieri Frank Acland di E-Cat World ha chiesto a Rossi:
1. chi ha preparato il reattore usato nel Lugano report;
2. chi ha predisposto il preparato in polvere usato nel reattore;
3. se e quale ruolo Rossi ha svolto nella preparazione di quanto sopra menzionato.
Rossi e’ stato abbastanza esaustivo nella sua risposta, e ci ha cosi’ fatto sapere che:
1. il reattore usato nel test e’ stato prodotto nello stabilimento della Industrial Heat a Raleigh, nel North Carolina.
2. Anche il preparato, come tutti i preparati ora, e’ stato fatto dalla Industrial Heat, utilizzando il know how e le istruzioni fornite da Rossi stesso.
3. Rossi sostiene di non aver ricoperto nessun ruolo nella preparazione del reattore e della sua carica, perche’ si fida del suo splendido Team. Ora, prosegue Rossi, il Team della IH e’ in grado di produrre tutto senza il suo aiuto. Ad esempio anche l’impianto da 1MW pr il cliente della IH e’ stato predisposto completamente senza il suo intervento. Il reattore usato nel Lugano report, dice Rossi, e’ solo uno dei tanti prodotti nello stabilimento della IH dai suoi lavoratori, diretti dai loro ingegneri. Io, continua Rossi, ho passato la maggior parte del mio tempo facendo esperimenti nel mio laboratorio. Abbiamo tutti dei compiti ben precisi, specifica Rossi: loro devono guadagnar soldi, io devo spenderli (dice ironizzando). Le cariche dei reattori vengono fatte da personale di livello molto alto che ne hanno accesso.
Ma oltre agli aspetti piu’ tecnici, tanti di noi hanno notato la scarsa (quasi inesistente) copertura mediatica che ha fatto seguito alla pubblicazione di questo secondo report, e sempre sul blog di Rossi un lettore gli chiede esplicitamente come mai e cosa ne pensa. Rossi risponde che da parte loro hanno ritenuto fosse prematuro convocare conferenze stampa. Infatti secondo Rossi e’ necessario assistere al funzionamento dell’impianto da 1MW per un periodo sufficientemente lungo prima di diffondere comunicati.  Per lo stesso motivo, afferma poi Rossi, fin qui le pubblicazioni inerenti al lavoro suo e del suo team si possono reperire solo su contesti scientifici e tecnologici.
Notiamo pero’ che, nonostante i controversi rapporti che sono intercorsi in passato tra Andrea Rossi e l’Universita’ di Bologna, anche sulla libreria digitale dell’Ateneo (AMS Acta Digital Library) e’ stato pubblicato il Lugano Report.

Fusione Fredda: The 15th Meeting of Japan CF-Research Society

Nonostante qualcosa sia cambiato in meglio dai tempi dell’annuncio di Fleischmann e Pons, la strada della ricerca sulla fusione fredda (cold fusion) e’ ancora tutta in salita.
La sua fattibilita’ non e’ ancora accettata dalla scienza tradizionale e la ricerca nel campo incontra ancora molti ostacoli.
La copertura mediatica e’ ancora pressoche’ inesistente, se non addirittura dannosa o erronea.
Ad esempio, come cita un lettore di E-Cat World, persino la BBC e’ approssimativa al riguardo. Proprio oggi se ne e’ avuta una dimostrazione nell’ambito di un programma radiofonico dal titolo ‘In Our Time‘, che ha dedicato l’odierna puntata alla ‘fusion power‘. Tre sedicenti esperti hanno ampiamente parlato della ‘hot fusion‘, per arrancare poi quando il conduttore Melvyn Bragg ha chiesto notizie sulla ‘cold fusion’. La domanda ha spiazzato palesemente i tre esperti, che dopo qualche esitazione e frasi stentate hanno tirato fuori …  ’Fleischmann and Ponzi’ !
Per non parlare del silenzio quasi assoluto che e’ seguito alla pubblicazione del secondo report redatto sull’E-Cat di Andrea Rossi.
Di ben altro avviso e’ il Giappone che, nonostante faccia un grande uso di energia nucleare, investe anche nella ricerca sulla fusione fredda.
Prova ne e’ questo quindicesimo Meeting della Japan Cold Fusion Research Society, che si terra’ a Sapporo il 1 e 2 novembre prossimi.
Durante questo evento ogni relatore avra’ 20 minuti per esporre la propria relazione.
Chi fosse interessato puo’ scaricare l’abstract da questo link:
http://jcfrs.org/JCF15/jcf15-abstracts.pdf
Tra i relatori Y. Iwamura della Mitsubishi H. I. e C. Nishimura (National Institute for Materials Science).

Nel futuro dell’E-Cat non ci sono altri test

Quali sviluppi ci saranno per l’E-Cat dopo la pubblicazione del Lugano Report?
Penso siano in tanti a chiederselo, e Frank Acland di E-Cat World lo chiede a Rossi in persona dalle pagine del blog che lui stesso tiene sul Journal of Nuclear Physics.
Acland trae spunto proprio dalle righe finali del Report, in cui gli autori concludono che i risultati son troppo evidenti per non essere seguiti nei particolari. Inoltre, sostengono i Professori, se ulteriori test confermeranno la sua veridicita’, l’E-Cat ha un grande potenziale per diventare un’importante fonte energetica. Quindi suggeriscono ulteriori indagini, in particolare quella per la conoscenza dei parametri che influenzano il funzionamento dell’E-Cat.
Sulla base di queste affermazioni Acland chiede a Rossi se gli autori potranno quindi continuare i loro studi sull’E-Cat in futuro o se, come Rossi aveva accennato, questo test e’ stato l’ultimo.
Molto decisa la risposta di Rossi.
I Professori dell’ITP (Indipendent Third Party), afferma Rossi, sono un gruppo indipendente dal suo. Ora, prosegue, noi della Industrial Heat siamo concentrati sull’impianto industriale e la relativa R&D.
Il nostro Team, dice Rossi, deve assicurarsi che le prestazioni dell’impianto da 1MW rispettino il contratto che la IH ha stipulato con il suo Cliente. Al momento non c’e’ spazio per altro.
Penso, continua Rossi, che per noi il tempo dei test si sia concluso, perche’ d’ora in poi il Cliente costituira’ la terza parte i cui criteri di validazione si baseranno sostanzialmente su quanti soldi fara’ con l’impianto, ossia quanti soldi risparmieranno producendo calore con l’E-Cat. La cosa a cui e’ fondamentalmente interessato il Cliente e’ che l’impianto non emetta alcun tipo di inquinamento. Questo e’ tutto dice Rossi: fare soldi, non inquinare. I numeri saranno solo numeri, niente commenti.
Pensiamo che queste siano dichiarazioni piuttosto affidabili dal momento che Rossi parla anche a nome della Industrial Heat.
Sembra quindi che in futuro non dovremo piu’ restare col fiato sospeso in attesa di nuove pubblicazioni sull’E-Cat.

Andrea Rossi: l’impianto da 1MW e’ simile a quello testato nell’ottobre 2012

Andrea Rossi ha sempre sostenuto di lavorare tantissimo, e molto probabilmente in questo periodo gli impegni si saranno fatti piu’ pressanti.
Dopo la pubblicazione (e l’esito positivo) del nuovo report redatto da terze parti indipendenti (chiamato ‘Lugano Report’) gli occhi di critici e non sono nuovamente puntati su di lui. Che nel frattempo si e’ assunto una grande responsabilita’ cercando di portare avanti un’impresa molto importante sia per il suo futuro imprenditoriale che per la sua credibilita’.
Avrete gia’ immaginato che ci stiamo riferendo all’impianto da 1MW che Rossi e il suo team stanno installando presso gli stabilimenti di un cliente.
E a chi come Frank Acland gli chiede se l’esito del report sull’E-Cat ha rubato del tempo ai lavori in corso per la predisposizione dell’impianto, Rossi risponde che tutto il suo tempo continua ad essere dedicato a questa impresa, compreso il lavoro di R&D ad essa correlato.
Rispondendo ad Acland Rossi si sbilancia, e definisce l’impianto ‘a magnificence‘, pur ammettendo che si son presentati molti problemi da risolvere e probabilmente altri ne sorgeranno.
Rossi poi afferma che oltre all’impianto, sta lavorando con dei fisici nucleari su una teoria che potrebbe spiegare i risultati del report, e si dice fiducioso che saranno in grado di far riconciliare tutto nel pieno rispetto degli Standards Model.
Rossi poi rivolge un pensiero al suo Team, con cui, dice, sta condividendo tutti questi sforzi. In particolar modo si rivolge agli ingegneri elettronici che stanno realizzando un capolavoro per armonizzare un’orchestra di 103 E-Cats con un sistema di controllo composto da circa 100 computer.
Rossi sostiene che questo splendido Team stia scrivendo una pagina di storia, e che ognuno di loro sta lavorando al massimo delle proprie capacita’.
Dalle foto pubblicate dopo l’uscita del Lugano Report si notano differenze tra il nuovo reattore e quello che avevamo visto in passato. Cosi’ un altro lettore chiede a Rossi quale delle due versioni si stia installando presso il cliente. E Rossi risponde brevemente, asserendo che quanto si sta installando e’ simile a quello testato nell’ottobre del 2012.