Andrea Rossi ha perso la pazienza

Andrea Rossi e’ ormai abituato ad essere sotto i riflettori, e nell’ultimo anno e’ stato spesso oggetto di notizie (piu’ o meno fondate) e discussioni accese, soprattutto in rete.

Questo settembre poi e’ salito alla ribalta piu’ del solito, anche grazie alla Conferenza tenutasi a Zurigo l’8 e il 9 settembre interamente dedicata al suo E-Cat e alle LENR.

Inoltre, grazie a Paolo Soglia, di Radio Citta’ del Capo, possiamo vedere su YouTube un’intervista fatta dopo la Conferenza al nostro Ingegnere che approfondisce diversi punti inerenti la sua ricerca.

E come ben sapete, ci sono poi gli aggiornamenti quotidiani con cui Andrea Rossi, tramite il suo blog sul Journal of Nuclear Physics, ci aggiorna sulle ultime novita’ che lo riguardano (a dire il vero con una certa parsimonia).

Ed e’ proprio sul suo blog, rispondendo ad un post di Wladimir Guglinski che gli chiedeva un parere sui risultati diffusi da alcuni anonimi investitori svedesi, che nelle ultime ore Rossi e’ ‘sbottato‘.

Tali investitori, che sarebbero stati disposti ad investire una ingente somma sulla Hydro Fusion (licenziataria svedese dell’E-Cat), dopo aver svolto diversi test han dichiarato che l’Hot Cat non produrrebbe alcun calore in eccesso.

La risposta di Rossi e’ stata abbastanza dettagliata, e si conclude con un ‘quando e’ troppo e’ troppo‘.

In breve, la versione di Rossi sulla vicenda sarebbe invece la seguente:

- I tecnici mandati a fare i test dalla Svezia si son fermati nello stabilimento solo quattro ore, andandosene prima che l’hot cat raggiungesse la temperatura giusta;

- gli strumenti utilizzati dai tecnici han dato delle letture errate;

- la Societa’ Svedese avrebbe voluto investire soldi nella Leonardo Corporation acquisendone delle quote, ma Rossi dice che nessun accordo e’ mai stato stipulato tra le parti.;

- I test sull’Hot Cat sono tuttora in corso, e a novembre verra’ pubblicato un rapporto finale che indichera’ quale versione di Hot Cat si decidera’ di industrializzare.

Rossi conclude poi ribadendo che alla Leonardo Corporation si lavora con ritmi febbrili (16 ore al giorno) e non si ha tempo per replicare alle dicerie e alle stupidaggini, ma quando e’ troppo e’ troppo!

 

 

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