Appuntamento a Roma il 19 dicembre 2016 per parlare delle LENR

Nonostante la scienza ufficiale dimostri ancora un deciso scetticismo nei suoi riguardi, la ricerca sulle LENR (reazioni nucleari a bassa energia) coinvolge ancora molti scienziati in Italia e nel mondo, e non cennano a diminuire gli incontri dedicati a questo tema. Ed il prossimo Seminario sulle LENR si terra’ a breve proprio in Italia, e precisamente a Roma, lunedi’ 19 dicembre.

L’incontro e’ organizzato dalla Commissione Ricerca e Reattori Innovativi dell’Area Nucleare, istituita presso l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma, in collaborazione con l’ENEA. Il seminario e’ offerto gratuitamente agli iscritti all’interno del ciclo di conferenze a carattere scientifico-culturale Historia Magistra Vitae”.

L’incontro durera’ l’intera giornata e vi prenderanno parte, tra gli altri, anche Alberto Carpinteri del Politecnico di Torino (titolo del suo intervento: “LENR indotte da instabilità e vibrazioni nanomeccaniche: dalla evoluzione geochimica del pianeta alla fusione fredda“) e Vittorio Violante dell’ENEA (titolo dell’intervento: “La fusione fredda: stato della ricerca e principali risultati scientifici”).

Che l’interesse verso lo studio di questa innovativa fonte di energia sia molto alto in Italia e’ dimostrato anche da una recente pubblicazione curata dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che e’ una societa’ quotata in Borsa e controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. All’interno del numero di Agosto-Novembre 2016 della propria rivista “Elementi” e’ contenuto un articolo intitolato “La fusione Fredda. Da fantascienza a Realtà?”. L’intervistato e’ Andrea Rossi in persona (pag. 68-70), che, oltre a fornirci alcuni dettagli sul suo E-Cat, spiega l’importanza di una fonte energetica senza residui radioattivi.

A proposito di questo articolo Rossi stesso, sia tramite il suo blog sul Journal of Nuclear Physics, che tramite quello di Vessela Nikolova, ci tiene a precisare che e’ presente un errore di stampa: il COP da lui citato e’ 6 o piu’, non 200 o piu’.

Ci auguriamo che la tenacia di questi scienziati convinca privati e governi a finanziare cospicuamente gli studi in questo settore, poiche’ e’ sempre piu’ palese la necessita’ di risolvere a breve il problema energetico che coinvolge tutto il pianeta.

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