L’E-Cat di Andrea Rossi sta diventando famoso

Dopo la soddisfazione della riuscita del suo ultimo esperimento del 28 ottobre, Andrea Rossi sara’ contento di notare come i mezzi d’informazione stiano finalmente cominciando ad interessarsi a quanto creato da lui e Focardi.

E sarebbe proprio un peccato continuare ad oscurare una vicenda che potrebbe avere risvolti fondamentali per noi tutti.

L’ultimo test sull’E-Cat dovrebbe dimostrare che c’e’ effettivamente qualcosa di veritiero nelle convinzioni di Andrea Rossi. Infatti il suo macchinario, nonostante alcuni intoppi iniziali, e’ stato in grado di funzionare in modalita’ di autosostentamento per oltre 5 ore.

Come di consueto, l’opinione pubblica (perlomeno chi ne e’ al corrente) e’ divisa tra sostenitori e scettici.

Ma evidentemente questa ultima ‘performance‘ dell’E-Cat e’ stata sufficiente a convincere il misteriosissimo cliente (presente all’esperimento) e Rossi stesso, che sta gradualmente rendendo nota la sua nuova strategia commerciale.

Tramite il suo blog veniamo infatti a sapere che le sue energie (e dei suoi collaboratori) saranno ora principalmente focalizzate sulla vendita. Vendita di impianti termici (ossia catalizzatori che producono unicamente calore) diretta prevalentemente a industrie.

Vi domanderete: e gli E-Cat elettrici? Questa tipologia di catalizzatori non verra’ affatto accantonata, ma ulterioremente implementata per renderne possibile una vendita su ampia scala.

Bisognera’ invece aspettare un paio d’anni per gli E-Cat ad uso domestico.

Ma attenzione, Rossi e’ molto serio nel dare un avvertimento: non provate in alcun modo a riprodurre i suoi esperimenti in ambiente domestico poiche’ l’utilizzo di idrogeno e nichel e’ molto pericoloso. La raccomandazione (e il buon senso, aggiungiamo noi) e’ di affidarsi a professionisti.

 

 

 

 

 

 

 

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