LENR: a che punto e’ la ricerca?

Il 2016 si sta avviando alla conclusione, e nonostante le grandi aspettative che vi avevamo riposto, nemmeno quest’anno ha portato quei cambiamenti rivoluzionari che tutti ci stavamo aspettando nel campo della ricerca sulla fusione fredda (o, come viene definita ora, LENR: Low Energy Nuclear Reaction). Quanti lavorano nel settore gia’ da anni continuano incessantemente la loro ricerca, e anche i seminari sul tema si susseguono.

Pure il nostro Andrea Rossi, nonostante la dolorosa rottura con la Industrial Heat, tiene accese le nostre speranze. Seppur senza aver ancora dimostrato il funzionamento del nuovo prototipo del suo reattore, l’E-Cat QuarkX, si dice quasi pronto ad entrare nel mercato energetico nei primi mesi del 2017.

Purtroppo pero’ la sensazione e’ che, finche’ non verra’ presentata una scoperta dall’effetto dirompente e immediatamente applicabile, l’interesse del pubblico (nonche’ degli scienziati) verso la ricerca sulle LENR stia nuovamente scemando, se non addirittura deviando nuovamente verso un deciso scetticismo. E in molti ormai sostengono che le traversie di Rossi non abbiano giovato affatto al settore, sebbene sia innegabile che inizialmente il nostro inventore abbia contribuito a dare un nuovo slancio alla ricerca.

Questa settimana un articolo pubblicato su Chemical and Engineering News ripercorre alcune delle tappe della ricerca sulla fusione fredda, partendo ovviamente dall’annuncio fatto nel 1989 da Martin Fleischmann e Stanley Pons, fino ad arrivare ai giorni nostri, citando ovviamente anche Andrea Rossi ed il suo E-Cat. Sebbene il tono dell’articolo sia piuttosto neutro, traspare ugualmente un certo scetticismo.

Parlando di Rossi, l’articolo racconta dello scalpore e dell’eccitazione che le dichiarazioni e le dimostrazioni fatte dal nostro inventore suscitarono nel 2012, fino alle disavventure con la Industrial Heat, concludendo il paragrafo a lui dedicato riportando le parole del professor David J. Nagel (professore presso la George Washington University e precedentemente research manager oresso il Naval Research Laboratory), che afferma che l’eccitazione verso la ricerca di Rossi si e’ ormai affievolita, e che le LENR sono tornate al loro originario status quo. Nagel pero’ resta ottimista, sostenendo che le LENR potrebbero essere commercializzate ben prima di essere comprese, così come accadde per i raggi X. A tal fine Nagel ha appena attrezzato un apposito laboratorio presso la George Washington per iniziare una nuova linea di esperimenti nickel-idrogeno.

Sara’ inoltre interessante vedere negli Stati Uniti che direzione prenderanno i finanziamenti verso lo studio di fonti energetiche alternative dopo il recente cambio di presidenza. Infatti, basandoci sulle dichiarazioni fatte durante la campagna elettorale, non sembra proprio che Donald Trump intenda seguire le stesse politiche ambientali di Barack Obama.

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