Rossi E-Cat – Fusione Fredda e LENR

Andrea Rossi eCat = Low Energy Nuclear Reaction

E-Cat: certificazione di sicurezza ottenuta e (forse) imminente pubblicazione del nuovo report

Agosto e’ stato un mese gratificante per Andrea Rossi. Apprendiamo infatti dalle pagine del suo blog tenuto sul Journal of Nuclear Physics che finalmente e’ arrivata la certificazione di sicurezza sia per gli E-Cats che per gli Hot-Cats (ossia gli E-Cat funzionanti ad alte temperature).
Questo risultato, afferma Rossi, e’ importante e fondamentale per procedere con lo sviluppo degli impianti funzionanti con l’Hot Cat.
Al momento non si sa ancora chi abbia rilasciato questa certificazione, ma essendoci di mezzo la Industrial Heat, partner di Andrea Rossi, supponiamo che sia qualche agenzia di indiscussa autorita’ ad essersene occupata (possibilmente fugando anche le possibili critiche a cui il lavoro di Andrea Rossi rischia di essere esposto ancora una volta).
Del tanto atteso report redatto da terze parti indipendenti, invece, non si hanno ancora novita’, anche se voci di corridoio indicherebbero una imminente pubblicazione in settembre. Questa notizia la apprendiamo da E-Cat World, che comunque suggerisce di non darla per certa.
Ricordiamo che ancora non e’ noto nemmeno il nome della rivista (peer reviewed) che lo divulghera’.
Intanto sul blog di Rossi le domande inerenti questa pubblicazione sono incessanti, e non sempre il nostro inventore ha la possibilita’ di dare risposte esaustive.
Apprendiamo comunque che il report non verra’ pubblicato in anteprima sul Journal of Nuclear Physics, anche se Rossi lo ricevera’ qualche giorno prima che appaia sulla rivista designata.

Andrea Rossi: il prossimo impianto da 1MW aprira’ l’era commerciale

Il mistero che ancora avvolge Andrea Rossi e il suo lavoro sembra sempre vicino all’essere svelato, e in verita’, seppur con piccoli tasselli alla volta, qualche idea (vaga, e basata sulla fiducia verso Rossi perche’ ancora non disponiamo di prove concrete) su come evolvera’ l’applicazione dell’E-Cat stiamo cominciando a farcela.
Inoltre la passione e la curiosita’ sull’argomento non sembrano assolutamente scemare, nonostante la reticenza di Rossi.
Sul sempre aggiornatissimo blog che Rossi tiene sul Journal of Nuclear Physycs si susseguono le domande inerenti il nuovo impianto da 1MW e la pubblicazione del prossimo report redatto da terze parti indipendenti dopo lunghi test sull’E-Cat.
Come ben sapete Rossi si trincera spesso dietro il segreto professionale ed e’ piuttosto avaro nel concedere informazioni rilevanti, e ultimamente da’ quasi la sensazione di essere infastidito dalla ripetizione di alcune domande.
A volte invece il nostro ingegnere trae spunto dai messaggi dei suoi lettori per fornirci qualche dettaglio e far trapelare anche l’orgoglio per il lavoro che lui e il suo team stanno svolgendo.
Poche ore fa, ad esempio, una lettrice stuzzica Rossi dicendo che se, come ha letto, la fase sperimentale e’ finita e i dati analizzati verranno pubblicati su una rivista scientifica accreditata, ha ragione di credere che se i risultati saranno positivi potra’ accendere la tele e attendere che i media diano il sensazionale annuncio. Poi, continua la lettrice, se l’impianto da 1MW dovesse funzionare anche solo per pochi giorni, sarebbe un disastro commerciale ma un successo dal punto di vista scientifico.
Non si e’ fatta attendere la risposta di Rossi, che afferma che sara’ estremamente importante che l’impianto da 1MW sia stabile per almeno un anno senza dare grossi problemi, poiche’ si punta all’effettiva applicazione industriale del cosiddetto Rossi Effect, non l’ennesimo test. Il prossimo impianto da 1MW, prosegue Rossi, ha il compito preciso di aprire l’era dell’utilizzazione industriale del Rossi Effect, con valutazioni fornite non da esperimenti ma da clienti soddisfatti che fan soldi con i suoi impianti. Ovviamente, dice Rossi, i lavori di R&D andranno avanti all’infinito, ma il prossimo impianto aprira’ l’era commerciale dove la discussione non sara’ piu’ sul funzionamento o meno del Rossi Effect  ma sulla sua evoluzione e le sue applicazioni.
In aggiunta a cio’, rispondendo ad un altro lettore Rossi ci informa che a tempo debito verranno pubblicate fotografie dell’impianto in funzione. Questo nuovo impianto ha notevoli differenze rispetto al prototipo originale ma, dice Rossi, si continuano ad utilizzare gli stessi container esterni, anche se piu’ compatti, per agevolarne il trasporto.

E-Cat: e se gli scienziati scoprissero autonomamente il segreto del suo funzionamento?

Andrea Rossi ci ha abituato alle lunghe attese, ed ormai ci siamo rassegnati ad aspettare il prossimo autunno per veder pubblicato l’attesissimo report che scienziati indipendenti hanno redatto dopo aver sottoposto l’E-Cat ad un lungo periodo di test.
Ma la curiosita’ e’ veramente tanta, quindi il flusso di domande che arrivano sul blog che Andrea Rossi tiene sul Journal of Nuclear Physycs e’ incessante.
Una delle piu’ recenti ed interessanti e’ stata rivolta nelle ultime ore da Hank Mills, direttore di PESWiki.com e storico interlocutore di Rossi. Il quesito e’ il seguente: se gli scienziati che stanno redigendo il report dovessero capire per conto proprio come funziona l’E-Cat – magari replicandolo – Rossi gli permetterebbe di pubblicare i dettagli? La risposta di Rossi arriva puntuale. Rossi ribadisce che gli scienziati che si stanno occupando del report (l’ormai famoso Third Indipendent Party) lavorano in modo indipendente, e lo sottolinea scrivendolo in maiuscolo (The Third Independent Party, as such, is INDEPENDENT). Il team puo’ quindi pubblicare cio’ che ritiene indipendentemente da lui e qualsiasi siano i risultati, positivi o negativi.
Ma le domande in questi giorni non si limitano alla pubblicazione del report.
Grandi aspettative sta destando la notizia dell’installazione di un impianto da 1MW presso lo stabilimento di un nuovo cliente.
Frank Acland domanda a Rossi se questo impianto non sia l’inizio di una produzione di massa. Rossi non si sbilancia, e risponde che al momento non e’ possibile dare una risposta a questo quesito.
Se al momento non e’ ancora possibile vedere l’effettivo funzionamento del’E-Cat, il suo inventore e’ certamente diventato un piccolo fenomeno mediatico a cui negli ultimi mesi son stati dedicati anche un libro (An impossible invention) ed un film (Andrea Rossi: Revolution).

Defkalion: confermata la collaborazione con la Phonon Energy

La notizia diffusa nei giorni scorsi secondo cui la Phonon Energy starebbe entrando in possesso delle licenze della Defkalion sembra aver destato parecchio interesse e curiosita’.
Dopo aver sentito la versione della Phonon Energy, ora e’ la Defkalion a prendere la parola, ed ecco cosa dice rispondendo ad un lettore di E-Cat World che li ha contattati, e che ha gentilmente reso noto la risposta ricevuta dalla societa’ greca che ora risiede a Vancouver.
Il lettore, Len Fusioneer, ha scritto alla Defkalion dicendo di essere un ricercatore nel campo delle LENR interessato ad avere notizie in merito ad una possibile connessione tra la Defkalion e la Phonon. Fusioneer, che vive a Vancouver, nel suo messaggio dice che vorrebbe entrare in contatto con le due societa’, ma che il numero telefonico della Defkalion di Vancouver risulta scollegato. Quindi Fusioneer chiede se la Defkalion abbia lasciato il Canada (se non si sia addirittura sciolta).
Ecco cosa risponde la Defkalion:

Fusione Fredda: la Phonon Energy collabora con la Seattle University (e acquista le licenze della Defkalion)

Dei nuovi protagonisti si stanno affacciando nel campo della ricerca sulla fusione fredda/LENR, e anche questa volta sono collocati negli Stati Uniti.
Parliamo oggi della Phonon Energy, un nuovo gruppo di cui David Daggett e’ il CEO. Tra i piani aziendali e’ prevista anche la collaborazione con la Seattle University proprio nel campo della ricerca energetica, con l’intento di sviluppare un prototipo di boiler.
A dire il vero c’e’ gia’ un piccolo mistero che avvolge questa collaborazione, e riguarda un video postato su YouTube ed ora rimosso in cui Dagget presentava la sua organizzazione e le sue finalita’.
Nel video, oltre a Daggett, era possibile vedere anche l’intervento di Teodora Shuman, Capo del Dipartimento di Mechanical Engineering della Seattle University la quale spiegava l’interesse dell’istituto nel campo cold fusion/LENR.
Daggett nel filmato annuncia che la Phonon Energy partira’ rimuovendo un bruciatore da un boiler commerciale e lo sostituira’ con una fonte di calore LENR. E qui entrerebbe in gioco la collaborazione con l’Universita’, i cui studenti dovrebbero aiutare nel processo di R&D.
Il sito dell’azienda e’ ancora in costruzione, ma sono gia’ consultabili alcune pagine interessanti quale la Investor Relations che ci fornisce alcune informazioni utili. Ad esempio c’e’ un punto in cui si dice che potrebbe costituirsi successivamente una spin off company per sfruttare il nuovo know-how e progettare nuove applicazioni, e anche acquistare i diritti di licenza dalla Defkalion.
Sembra dunque che la concorrente per eccellenza di Andrea Rossi e dell’E-Cat stia per affrontare nuovi capovolgimenti.
Ma la cosa piu’ rilevante e’ che si conferma un interesse sempre crescente verso le energie alternative, a cui numerosi professionisti accreditati hanno deciso di dedicare energie e risorse. Superfluo aggiungere quanto cio’ sia importante per il nostro futuro.

Francesco Celani candidato ufficialmente al Nobel per la Pace

E-Cat: indiscrezioni sulla pubblicazione del nuovo report

Mentre siamo tutti in trepidante attesa della pubblicazione del nuovo report che terze parti indipendenti stanno redigendo dopo aver a lungo testato l’E-Cat, diverse indiscrezioni cominciano a circolare.
Non che cio’ ci sorprenda molto, tutti i misteri da cui Andrea Rossi ama circondarsi e il continuo slittamento delle scadenze che lui stesso annuncia si prestano a mille congetture.
Questa pero’ pare particolarmente interessante e attendibile, anche perche’ le persone coinvolte sembrano realmente al corrente dei fatti.
Sul sito svedese della IHM Business School, e anche sul sito sifferkoll.se, e’ stato pubblicato un articolo firmato da Torkel Nyberg riguardante Andrea Rossi, l’E-Cat e la tipologia di persone che segue lo sviluppo della ricerca sulle LENR. Torkel chiude il suo articolo parlando proprio della pubblicazione del report e affermando, tra le altre, due cose: a) che la localita’ ‘neutral’ in cui si sono svolti i test sull’E-Cat e’ Lugano, in Svizzera; b) che il report verra’ pubblicato all’inizio dell’autunno. Tale ulteriore slittamento sarebbe dovuto al grande scrupolo degli scienziati coinvolti nelle analisi, i quali vogliono assolutamente evitare errori.
Da Rossi al momento non e’ giunta nessuna smentita, ma neppure nessuna conferma.
D’altronde ci aveva gia’ anticipato di essere totalmente assorbito dalla predisposizione dell’impianto da 1 MW che verra’ installato nella fabbrica del suo cliente. A detta di Rossi i lavori, seppur con qualche contrattempo non meglio specificato, continuano incessantemente, e prevede che l’impianto sara’ attivo e visitabile entro il 2014.
Sembra dunque che quest’estate la passeremo senza novita’ sensazionali riguardanti l’E-Cat. Sara’ l’autunno a portarci buone notizie?

E-Cat: nuovo impianto da 1MW in North Carolina

In attesa di scoprire gli esiti dei test fatti da terze parti indipendenti sull’E-Cat (e di vederne pubblicato il relativo report), Andrea Rossi ci svela qualche novita’.
Leggendo il blog tenuto da Rossi sul Journal of Nuclear Physics, veniamo a sapere che nel North Carolina (ove ha sede anche la Industrial Heat, il partner di Rossi) si sta approntando un nuovo impianto da 1 MW funzionante con l’E-Cat.
Tale impianto, a detta di Rossi, verra’ installato nella fabbrica di un non meglio specificato cliente.
Questa installazione, prosegue Rossi, non costituisce un test, ma sara’ una realta’ funzionante in grado di procurare profitti al cliente.
Poi, come di consueto, Rossi aggiunge di non poter fornire maggiori dettagli.
Ma successivamente, dando altre risposte ai suoi lettori, Rossi dice che verra’ comunicata la data da cui sara’ possibile visitare questo stabilimento.
Il progetto risulta essere piuttosto importante, considerato che Rossi afferma essere al momento totalmente focalizzato alla sua realizzazione.
Se la possibilita’ di vedere concretamente in azione l’E-Cat si realizzasse e il report che verra’ pubblicato a breve dovesse confermare la validita’ della sua ricerca, Rossi raggiungerebbe nel giro di pochi mesi degli obiettivi grandissimi, di cui tutti nel tempo beneficeremo.
Nella piu’ rosea delle aspettative nessuno piu’ parlerebbe di Rossi come di un ciarlatano, e la sua reputazione verrebbe definitivamente riabilitata (supponiamo insieme al suo conto corrente). E finalmente il mondo avra’ a disposizione un altro mezzo per generare energia pulita a basso costo.
In caso contrario noi saremo di nuovo punto e a capo, e per Rossi la strada si presenterebbe di nuovo molto, molto in salita.

Andrea Rossi ci chiede di essere pazienti

Il tempo vola, e suppongo che una parte di voi stia ormai perdendo le speranze di veder pubblicato il famoso report che terze parti indipendenti stanno preparando dopo aver testato per un lungo periodo l’E-Cat.
Del test sappiamo solo che non si sta svolgendo ne’ in Italia, ne’ negli USA, e che un gruppo di ricercatori di diverse nazionalita’ ci si sta dedicando.
La pubblicazione dei risultati, che doveva avvenire in primavera, e’ slittata a giugno (supponiamo ormai verso la fine) e Andrea Rossi ancora non rilascia comunicati in proposito.
Rossi ha piu’ volte fermamente ribadito che nessun tipo di censura verra’ applicata agli esiti di questi esperimenti in corso, i cui risultati vedranno la luce sia che essi siano positivi che negativi.
Ma sul suo blog sul Journal of Nuclear Physics (e non solo) l’impazienza sale, e questo silenzio di sicuro non sta giovando alla credibilita’ di Rossi.
Frank Acland di E-Cat World ha chiesto esplicitamente numi a Rossi, domandandogli se a suo avviso la prospettata scadenza di giugno verra’ rispettata.
La replica di Rossi non aggiunge nulla a quanto gia’ sapevamo, ossia che la pubblicazione del report non dipende in alcun modo da lui, e chiede garbatamente ma senza mezzi termini di non porgli piu’ questa domanda e di avere pazienza.
In molti, soprattutto i detrattori, diranno che di pazienza ne abbiamo avuta gia’ tanta.
Ma secondo la nostra opinione, considerata l’importanza del progetto di Rossi, qualche settimana forse la possiamo ancora aspettare.
Sperando che, in mancanza del report, abbia luogo almeno una conferenza stampa che ci ragguagli su quanto sta avvenendo.

L’E-Cat per l’Africa

Andrea Rossi ha sempre sostenuto che la sua invenzione, l’E-Cat, una volta ultimata sarebbe in grado di migliorare la nostra vita quotidiana, sia sotto l’aspetto puramente economico (costi energetici estremamente ridotti) sia per l’impatto ambientale (assenza di emissioni inquinanti).
Oltre a cio’ il nostro Rossi non ha mai nascosto il suo desiderio di utilizzare l’E-Cat anche a scopi umanitari.
E, in uno scambio di post avvenuto sul suo blog sul Journal of Nuclear Physics con Steven Karels ribadisce questo intento.
Nei giorni scorsi infatti Karels aveva postato un messaggio per aggiornarci sul suo viaggio in Guatemala come missione sanitaria.
Il Guatemala, ci ricorda Karels, e’ al quarto posto tra i paesi piu’ poveri del mondo, e ritiene che potrebbe tranquillamente usare la tecnologia E-Cat per il riscaldamento.
Karels sottolinea inoltre come paesi come il Guatemala abbiano un estremo bisogno di sistemi di purificazione dell’acqua (e in passato si era gia’ parlato di impiegare gli E-Cat anche per questa attivita’).
Rossi risponde a Karels esprimendo tutta la sua ammirazione, e affermando che la Industrial Heat Group (il famigerato partner americano) sta svolgendo un lavoro analogo in Africa, dove, a detta di Rossi, saranno destinati buona parte dei proventi delle loro attivita’.
Un Andrea Rossi filantropo dunque? Cosi’ sembra.
Nel frattempo pero’ non vengono rilasciate altre notizie riguardanti l’esito dei test in corso.