Cuocere la pizza con l’E-Cat

Tra le tante applicazioni che l’E-Cat potrebbe avere, facendoci risparmiare una notevole quantita’ di energia (e soldi), ce n’e’ una curiosa che ha ipotizzato Steven Karel sul blog di Andrea Rossi sul Journal of Nuclear Physics.

Karel propone infatti l’impiego dell’E-Cat per il funzionamento dei forni per pizza (quelli commerciali).

Il ragionamento dietro la proposta di Karel ci sembra non faccia una piega, ed in sostanza e’ questo: un tipico forno per pizza lavora continuativamente 12/16 ore al giorno e richiede circa 6 kWhr di energia elettrica. Cosi’ in un anno, ipotizzando una media di 12 ore al giorno, son nececessari circa 24.000 kWhr. Al costo di 0,20 dollari per kWhr, il risultato e’ una spesa di 4800 dollari. Anche ipotizzando un COP di 3, quello effettivo potrebbe essere 2. Cio’ si tradurrebbe in un risparmio di 2400 dollari all’anno.

Se l’aggiunta dell’E-Cat richiede un supplemento di 5000 dollari, il suo impiego puo’ coprire il costo aggiuntivo in due anni. Ed essendoci numerosi Commercial Pizza Restaurants potrebbe rivelarsi un mercato tra gli utenti industriali commerciali e quelli residenziali.

La risposta di Rossi a questa insolita (ed entusiasta) risposta e’ stata piuttosto lapidaria: ‘per questo utilizzo e’ necessaria la certificazione per uso domestico‘. Certificazione che, come sappiamo, non e’ prevista a breve.

 

 

 

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